KLEOS - sabato, 14 Settembre 1:03

Lu Mariolu

Lo scacciapensieri non è uno strumento musicale siciliano per antonomasia, per come è considerato da molti; esso è diffuso in tutto il globo in una grande varietà di fogge e modelli, ciascuno con il proprio nome locale. Questo strumento musicale nel passato ha accompagnato i canti popolari siciliani e quelli dei carrettieri. In Sicilia è […]

Lo scacciapensieri non è uno strumento musicale siciliano per antonomasia, per come è considerato da molti; esso è diffuso in tutto il globo in una grande varietà di fogge e modelli, ciascuno con il proprio nome locale. Questo strumento musicale nel passato ha accompagnato i canti popolari siciliani e quelli dei carrettieri.

In Sicilia è conosciuto con il nome di Mariuolu a Palermo, Marauni a Catania, ‘Nngannalarruni ad Agrigento o Maranzanu in generale.Lo scacciapensieri appartiene alla famiglia degli strumenti musicali a pizzico ed è costituito da una lametta metallica fissata su un telaio in ferro. Il suono, molto particolare, è generato dalla vibrazione della lametta e si può modificare con il movimento delle labbra, delle guance e della cavità orale, che funzionano da cassa armonica.

Il marranzano, presente in Sicilia dall’epoca tardo medievale, in realtà è uno strumento molto più diffuso di quanto crediamo.

Conosciuto in Europa già dal XIV secolo conobbe  una particolare diffusione in Europa centrale nel corso del 1700/1800; specie in area Tedesca. Fu chiamato Maultrommel in Germania e Italian jew’s harp in Inghilterra; noto anche in Francia con il nome Guimbarde, e nei paesi baschi con quello di Muxukitarra (chitarra di bocca). Con caratteristiche molto simili, lo strumento è presente anche in Indonesia e in Vietnam; le origini pare infatti ci portino tra l’Asia Orientale e Sud-Orientale, e i modelli più antichi, erano probabilmente costruiti in canna di bambù, proprio come quelli che attualmente si possono trovare in quelle aree.

In Sicilia il marranzano presenta delle caratteristiche costruttive che lo fanno distinguere da tutti gli altri modelli di scacciapensieri. Purtroppo la musica generata dal marranzano è stata nel tempo associata alla malavita locale, per l’accostamento fatto nell’ambito di alcuni film molto noti, e questa fama ha portato a svilire il vero valore culturale dello strumento che pare ormai essere relegato alla categoria dei souvenir caratteristici, complice anche la quasi totale scomparsa degli antichi artigiani che producevano strumenti di qualità.

Usato negli accompagnamenti dei gruppi folcloristici, oggi il suono dello scacciapensieri sta conoscendo momenti di rivalutazione all’interno di un contesto musicale europeo, ed è sempre più inserito in circuiti di innovazione e sperimentazione in campo jazzistico e della musica elettronica.

Vito Marino                                                      


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