KLEOS - mercoledì, 24 Novembre 11:16

QUANDO PARLIAMO DI TURISMO, DI CHE TURISMO PARLIAMO?

Una volta tanto mi sia consentito di stravolgere il normale cliché di “Parva Favilla”. Mi sia consentito, cioè, di dialogare. apertis verbis, col Direttore di Kleos, riallacciandomi all’ultimo suo editoriale riguardante lo sviluppo turistico di Partanna. Signor Direttore, ammiro la tua tenacia nel perseguire, anche tramite questa rubrica, il nobile intento di indicare la via […]

Una volta tanto mi sia consentito di stravolgere il normale cliché di “Parva Favilla”. Mi sia consentito, cioè, di dialogare. apertis verbis, col Direttore di Kleos, riallacciandomi all’ultimo suo editoriale riguardante lo sviluppo turistico di Partanna. Signor Direttore, ammiro la tua tenacia nel perseguire, anche tramite questa rubrica, il nobile intento di indicare la via da seguire a quanti avrebbero il compito di realizzare il bene della città. Ma tu credi davvero che ai nostri amministratori interessi lo sviluppo turistico di Partanna? Credi davvero che siano disposti a porre in atto piani di lunga gittata? Sei proprio convinto che siano disposti ad andare oltre le solite notti bianche, gli scontati concerti di cantanti più o meno in voga, le bislacche arguzie di comici da barzelletta, capaci di accontentare, hic et nunc, la pancia degli elettori? Sono certo che tu non possa non concordare con me che il vero sviluppo turistico passa per altre vie che non sono le sporadiche occasioni (quattro o cinque in un anno) di richiamo “mordi e fuggi” e/o buone soltanto per essere ricordate nel chiuso della cabina elettorale. Tali vie si sostanziano di beni artistico-monumentali e paesaggistici ben “incartati” e fruibili; di servizi capaci di soddisfare le esigenze più diverse, quando non anche di sollecitarne la nascita; di una rete tra i comuni della Valle capace di offrire una varietà di esperienze. Esse poggiano, inoltre, su una recettività dignitosa e variegata, capace di incentivare il soggiorno a forestieri in cerca di emozioni particolari: dal semplice dolce far niente ad una passeggiata agreste, dal godimento di un panorama all’afflato religioso. E, infine, sono resi possibili da una certa facilità di accesso mediante mezzi di trasporto efficienti e strade agevoli. Da soli il Castello o la Chiesa Madre, i belvedere o i siti archeologici, l’aria pura della Montagna o l’urbanistica avveniristica del Nuovo Centro non impressionano nessuno. Il vero turismo è nemico dell’improvvisazione. Dietro il turismo ci sta una organizzazione lungimirante: tanto più proficua quanto più programmata. Caro Direttore, tu pensi che Partanna avrà mai tale fortuna?


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