Inaugurata “Fawohodie”: il Ghana e la Sicilia si incontrano nell’arte contemporanea

GIBELLINA – Foto inedite, una delle quali scattate tre settimane fa, che raccontano il rapporto tra il Ghana e la Sicilia, le due terre lontane 5.000 km in cui il fotografo trapanese Francesco Bellina “abita” dal 2019. È stata inaugurata ieri (23 ottobre) al Museo d’arte contemporanea “Ludovico Corrao” di Gibellina la mostra “Fawohodie”, a cura di Rosa Cascone, nell’ambito del programma di Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026. Il progetto mette in relazione la trasformazione urbana delle città ghanesi di Accra e Sekondi-Takoradi con le pratiche artistiche pubbliche e i processi di rigenerazione delle città, aprendo un confronto con la storia e le prospettive di Gibellina e della Valle del Belice. All’inaugurazione di ieri, oltre a Francesco Bellina e Rosa Cascone, erano presenti il sindaco Salvatore Sutera, il direttore artistico di GCAC Andrea Cusumano e Antonella Corrao della “Fondazione Orestiadi”. Le immagini sollevano una questione: chi custodisce e gestisce un patrimonio mentre si trasforma? La mostra, con un allestimento originale dove sono utilizzati materiali poveri che richiamano la terra ghanese, invita a interrogarsi sulle responsabilità della sua conservazione e sulle condizioni che permettono alle comunità di mantenere il controllo della propria identità culturale. L’indipendenza del Ghana dalla dominazione britannica (proclamata il 6 marzo 1957) emerge come un processo di riappropriazione che continua nel tempo, attraverso la costruzione di istituzioni e l’elaborazione di nuovi linguaggi. Gibellina è un interlocutore naturale di questa ricerca. Dopo il terremoto del 1968, la ricostruzione della città, promossa da Ludovico Corrao con il coinvolgimento degli artisti, ha affidato alla cultura un ruolo centrale nella rinascita della comunità. La Fondazione Orestiadi e i musei nati nel percorso di ricostruzione condividono con le istituzioni ghanesi raccontate da Bellina l’urgenza di dare forma a un’identità e di creare luoghi in cui questa possa continuare a svilupparsi. La mostra rimarrà aperta sino al 15 dicembre.


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