Ritengo che non mi si possa annoverare tra i laudatori di quel proverbio siculo che vorrebbe caratterizzato da vuotaggine colui che si loda da sé. Mi pone al riparo da ogni illazione avversa la mia notoria propensione per le opere letterarie di natura autobiografica, a partire da quel De Bello Gallico in cui Giulio Cesare espone le gesta che gli consentirono la conquista della Gallia. E’ per questo motivo che, di fronte alle autoesaltazioni da parte dell’Amministrazione Civica per aver messo in ghingheri una piazzetta di non più di cento metri quadrati o per aver illuminato con una serie di lampade pensili un breve tratto del corso, ho espresso, ed esprimo ancor oggi, i miei complimenti. Sì, però, siamo seri, non è stata conquistata la Gallia! L’autoesaltazione di Giulio Cesare, infatti, ha ragione di essere apprezzata per il fatto che il “De Bello” espone fatti che portano a compimento un progetto di largo respiro. Ora, signor Sindaco, quei tre alberelli di ulivo o quella decina di festoni di lampade non sono che una goccia di due progetti che pur stanno a cuore dei partannesi. E sì, perchè quegli ulivi della piazzetta Archimede, perennemente occupata da camion, trattori e attrezzi agricoli, non rappresentano che un millesimo degli alberi che aspettano di essere piantati; quelle decine di lampade penzolanti nell’ultimo tratto del Corso non fanno che richiamare alla memoria dei partannesi le enormi falle esistenti nella pubblica illuminazione. Certo, convengo con lei: le valanghe di critiche riversate sui social ad ogni vostro comunicato auto-laudativo risultano oltremodo impietose. Ma non sono, poi, del tutto, illegittime. Suvvia, si può fare di più e meglio, magari cominciando con gli interventi meno impegnativi! Per esempio, cosa costano, in fondo, venti oleandri per ripristinare il verde di Viale Regina Elena? Lo stesso si può fare per la pubblica illuminazione, intervenendo, magari, a macchia di leopardo, sostituendo, cioè, ogni mese una lampada spenta in ogni via o quartiere. Mi direte: dove prendere i soldi? Se non ci sono altre vie, perché non chiedere un contributo “una tantum” alle imprese che operano in Partanna o non decurtare (su base volontaristica, per carità!) del 10-15% le indennità di carica del Sindaco, degli Assessori e dei Consiglieri comunali?

AUTOESALTAZIONE? SI’, PERO’… CON MODERAZIONE!
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