KLEOS - mercoledì, 22 Ottobre 11:19

Batman interviene sulla piaga dei debiti fuori bilancio dei comuni

PARTANNA – SANTA NINFA – La pronuncia del Consiglio comunale è diretta anche ad accertare le cause che hanno originato l’obbligo, anche al fine di mettere in luce eventuali responsabilità.

PARTANNA – SANTA NINFA – Il consiglio comunale di Partanna il 27.09.2014 (seduta aggiornata) e il consiglio comunale di Santa Ninfa il 30.09.2014, sono stati chiamati a riconoscere alcuni debiti fuori bilancio per spese legali sostenute dall’ente. Ma cosa sono i debiti fuori bilancio e quando sono riconoscibili. Cercheremo di rispondere alle suddette domande in maniera speriamo comprensibile per i non addetti ai lavori. Secondo la Corte dei Conti il debito fuori bilancio è un’obbligazione sorta senza il rispetto delle regole giuridiche contabili proprie degli Enti Locali. E’ un procedimento amministrativo-contabile complesso attraverso cui è possibile riportare nella contabilità dell’ente un debito della pubblica amministrazione che è stato assunto in violazione dei principi contabili che regolano il normale svolgimento dell’attività di spesa pubblica. Con riferimento ai requisiti generali che il debito deve avere ai fini del riconoscimento, il Ministero dell’Interno ha indicato i seguenti caratteri tassativi: certezza, cioè effettiva esistenza dell’obbligazione di dare; liquidità, nel senso che deve essere individuato il soggetto creditore, il debito deve essere definito nel suo ammontare e l’importo deve essere determinato o determinabile mediante una semplice operazione di calcolo aritmetico; esigibilità, nel senso che il pagamento non deve essere dilazionato da termine o subordinato a condizione. L’art. 194 del Tuel disciplina l’ambito e le procedure di riconoscibilità dei debiti fuori bilancio. Nell’attuale sistema giuridico-contabile italiano sono riconoscibili i debiti fuori bilancio derivanti da: a) sentenze esecutive; b) copertura di disavanzi di consorzi, di aziende speciali e di istituzioni , nei limiti degli obblighi derivanti da statuto, convenzione o atti costitutivi, purché sia stato rispettato l’obbligo di pareggio del bilancio ed il disavanzo derivi da fatti di gestione; c) ricapitalizzazione di società di capitali costituite per l’esercizio di servizi pubblici locali; d) procedure espropriative o di occupazione d’urgenza per opere di pubblica utilità; e) acquisizione di beni e servizi, in violazione degli obblighi di cui ai commi 1, 2 e 3 dell’art. 191 del Tuel, nei limiti degli accertati e dimostrati utilità ed arricchimento per l’ente, nell’ambito dell’espletamento di pubbliche funzioni e servizi di competenza. Per quest’ultima fattispecie, il Ministero dell’Interno ha evidenziato, aderendo agli indirizzi giurisprudenziali in materia di responsabilità per danno patrimoniale, che gli enti locali hanno facoltà di riconoscere i debiti fuori bilancio nel limite dell’indebito arricchimento. Il Ministero ha osservato che l’esperienza acquisita negli ultimi anni ha dimostrato come, nonostante le norme imperative in materia di procedura di spesa pubblica, il problema della formazione dei debiti fuori bilancio resta una realtà patologica nella vita dell’ente locale. La giurisprudenza contabile prevalente ritiene che non sono normalmente riconoscibili gli oneri per interessi, spese giudiziali, rivalutazione monetaria ed in generale i maggiori esborsi conseguenti a ritardato pagamento di forniture in quanto nessuna utilità e arricchimento consegue all’ente, rappresentando questi un ingiustificato danno patrimoniale verso il privato fornitore del quale devono rispondere coloro che con il loro comportamento lo hanno determinato. E’ onere dell’ente evitare di creare debiti fuori bilancio e determinare, anche successivamente alla stipula di contratti, l’ammontare del compenso per evitare la maturazione di oneri non previsti nel prescritto impegno di spesa. Il controllo sul verificarsi di eventuali debiti fuori bilancio deve essere costante e continuo. Immediatamente, si deve comunicare al Servizio Finanziario l’esistenza di una possibile situazione di debito fuori bilancio. Occorre valutare attentamente i presupposti ed attivare da subito le azioni a tutela dell’Ente. Conseguentemente, bisogna adottare tempestivamente, a cura dell’ufficio competente, i provvedimenti necessari per riportare in equilibrio la gestione. Al Consiglio spetta da un lato vagliare la legittimità del debito (in termini di “pertinenza”, cioè inerenza alle competenze di legge attribuite all’ente, e di “continenza”, vale a dire, di esercizio delle stesse in modo conforme all’ordinamento) e dall’altro di reperire i mezzi per consentire l’adempimento. La pronuncia del Consiglio comunale è diretta anche ad accertare le cause che hanno originato l’obbligo, anche al fine di mettere in luce eventuali responsabilità. L’accertamento di chi sia responsabile della formazione della fattispecie debitoria è un elemento che rafforza la funzione di accertamento, poiché il legislatore ha previsto che le delibere consiliari di riconoscimento di debito siano inviate agli organi di controllo ed alla Procura regionale della Corte dei conti. E dopo quest’analisi, che spero abbia reso digeribile la tematica, veniamo ai casi specifici ovvero alle delibere adottate da Partanna e Santa Ninfa nel mese di settembre. Innanzitutto, una curiosità. Per l’analisi del debito del Comune di Partanna, abbiamo a disposizione la delibera, i verbali della commissione e dei revisori, mentre, non sono stati allegati gli atti presupposti al riconoscimento ovvero le sentenze che hanno provocato il maturare di spese legali. Invece, strano ma vero, per il Comune di Santa Ninfa, gli uffici hanno provveduto a pubblicare le delibere, gli atti obbligatori per legge, ma soprattutto una delle due sentenze da cui hanno avuto origine le spese legali, e ciliegina sulla torta, tutti gli interventi dell’opposizione. A questo punto, la frammentazione dell’opposizione, mi fa sorridere. E se l’opposizione separata, avesse più cartucce in canna per sparare? Ma procediamo con ordine. A Partanna, il debito oggetto della seduta del 27.09 era uno, altri due sono stati discussi nella seduta del 10.10, altri, per fattispecie simili, erano stato oggetto di discussione a giugno. Il 27.09 la sola maggioranza ha riconosciuto il debito fuori bilancio. La minoranza quella sera, aveva già lasciato l’aula, come aveva fatto totalmente o parzialmente in altre vicende aventi ad oggetto debiti fuori bilancio. Politicamente ineccepibile, secondo la tesi sostenuta da sempre dal consigliere Caracci. Ritornando alla delibera del 27.09 si intuisce da subito che i debiti sono relativi ad un procedimento giudiziario che risale ad oltre 10 anni fa. Sebbene, dopo due gradi di giudizio, il Comune sia risultato vittorioso, ed abbia già avviato il procedimento esecutivo per il recupero delle somme a suo tempo corrisposte, rimane l’amaro in bocca, per un debito che scaturisce dalla mancanza di impegno di spesa nel 2002, e dalla differenza per l’incarico conferito nel 2008. Com’è possibile che in questi anni la procedura giudiziaria sia caduta nel dimenticatoio? Perché manca la disamina che si è fatta a giugno per il riconoscimento di altri debiti fuori bilancio? Stanchezza per i lavori concitati, o pesantezza delle assenze? La vicenda santaninfese, visti tutti i documenti allegati, suscita maggiori interrogativi, soprattutto per quel debito “prescritto” segnalato dall’ex capogruppo Pipitone. Dopo quest’analisi di Batman, tanti si stanno chiedendo: come può un debito prescritto essere dotato del carattere della certezza? Sulla vicenda, che riguarda le spese legali che l’ente dovrà affrontare per aver resistito contro l’impugnazione del regolamento comunale che limita l’istallazione di stazioni radio base, il consigliere Murania ha invocato il danno erariale per la differenza tra quanto si sarebbe dovuto pagare liquidando la parcella nel 2008 e quanto il comune sta liquidando oggi. E come mai, nonostante le avvertenze dell’opposizione, la voce del Presidente del Consiglio e del Sindaco sono cadute nel vuoto? Infatti la maggioranza senza batter ciglio ha riconosciuto entrambi i debiti fuori bilancio. La minoranza invece si è parzialmente o integralmente divisa nella votazione. Una cosa interessante dopo 10 anni qualcuno prende di petto la questione della mancata attivazione dell’Ufficio Legale dell’Unione dei Comuni. Ed è di nuovo l’opposizione santaninfese ad interessarsi politicamente della questione. Ed adesso cosa succederà a Gibellina, Salaparuta e Poggioreale? Le minoranze trasformeranno il boomerang lanciato dall’ex passionaria santaninfese in un’arma? Può un Comune che ha trasferito la competenza dell’Ufficio Legale riconoscere debiti fuori bilancio per spese legali? E che fine ha fatto il debito fuori bilancio dell’Unione?

Batman

 


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