PALERMO – “Vie dei Tesori” arriva al traguardo della sua ventesima edizione: dal 19 settembre al 15 novembre, due mesi di visite straordinarie, passeggiate urbane o nella natura, esperienze per aria, per terra e per mare, racconti condivisi, laboratori per bambini, degustazioni, teatralizzazioni in 19 città.
Tre weekend – sabato e domenica, dal 19 settembre al 4 ottobre – per visitare Alcamo, Bagheria, Carini, Enna, Leonforte, Mazara, Messina e Trapani. Dal 10 al 25 ottobre, tocca a Caltanissetta, Corleone, Marsala, Sciacca e Termini Imerese, e le due new entry di quest’anno, Santa Flavia e Castelvetrano. Dal 17 ottobre all’1 novembre si unisce Mantova (che avrà un evento apripista già il 20 settembre); dal 24 ottobre al 15 novembre arriva Ragusa. Catania occupa un mese intero, dal 10 ottobre all’8 novembre.
E infine Palermo dove si stanno dando gli ultimi tocchi a un festival “monstre”, da ventennale: sei fine settimana, da venerdì a domenica, dal 9 ottobre al 15 novembre, con un evento di apertura l’8 ottobre al Grand Hotel et des Palmes tra narrazione e teatro, in occasione della presentazione del volume “L’isola dei tesori” del presidente della Fondazione, Laura Anello, pubblicato da Edizioni Kalos. Un viaggio lungo venticinque secoli in cui la storia della Sicilia si dipana attraverso i suoi tesori.
Tutto sulle gambe di oltre 800 giovani storyteller del patrimonio (giovani archeologi, storici dell’arte, giornalisti, architetti, botanici) cui si affiancano 2000 studenti delle scuole di tutta la Sicilia, grazie a una convenzione con l’Ufficio scolastico regionale, e decine di guide turistiche ed escursionistiche che conducono le passeggiate urbane e naturalistiche. È questa la vera forza delle Vie dei Tesori e lo racconta in maniera immediata la nuova campagna creativa firmata da Alessandro Fiore che affida a una giovanissima storyteller il messaggio dell’anniversario, “La bellezza di avere vent’anni”.
Vent’anni di porte aperte, di luoghi ritrovati, di storie che sono diventate parte della vita delle città, un’avventura cominciata nel 2006 e cresciuta insieme al suo pubblico. All’inizio erano soltanto dieci luoghi dell’Università di Palermo, ma era l’idea a essere già definita: la conoscenza usciva dai confini dell’Ateneo e arrivava alla gente, che la faceva sua.
Tutti i programmi delle città che vivono il festival a settembre e ottobre si possono consultare on line (www.leviedeitesori.com) su un sito dall’imprinting giornalistico, che è una continua scoperta tra schede, contributi, articoli, foto e video.
La formula resta sempre la stessa: basta acquisire il coupon per l’ingresso con visita guidata sul www.leviedeitesori.it o negli infopoint allestiti durante il Festival in ogni città. Un coupon da 18 euro è valido per 10 visite, da 10 euro per 4 visite e da 3 euro è valido per un singolo ingresso. Per le passeggiate, coupon da 8 euro. Per le esperienze, i coupon sono di valore variabile. Consigliata la prenotazione on line su www.leviedeitesori.com. A chi prenoterà verrà inviata per mail una pagina con un codice QR con giorno/orario di prenotazione da mostrare all’ingresso dei luoghi sul proprio smartphone o stampata. In alternativa, ci si può presentare direttamente all’ingresso dei luoghi mostrando la pagina con il codice QR ricevuta via mail al momento dell’acquisto, ma si entrerà soltanto se ci sono posti disponibili. I coupon non sono personali e possono essere utilizzati da più visitatori, anche simultaneamente e in posti diversi, fino a esaurimento del loro valore. Per chi è sprovvisto del coupon “multiplo” saranno disponibili nei luoghi solo ticket da 3 euro. Le scuole o i gruppi possono scrivere a info@leviedeitesori.com. I coupon sono donazioni scaricabili dalla dichiarazione dei redditi a organizzazioni non lucrative di utilità sociale.
Fra le città che apriranno le porte a Ottobre ci sarà per la prima volta Castelvetrano
Castelvetrano è al suo debutto nelle Vie dei Tesori. Dieci salotti uno dopo l’altro, arredi originali, sedie disegnate da Ernesto Basile: Palazzo Errante Parrino sarà una sorpresa, una dimora custodita dal discendente della famiglia. Poco lontano, San Domenico nasconde dietro la facciata sobria il trionfo di stucchi di Antonino Ferraro, dominato dal grande Albero di Jesse. Al Museo Civico Selinuntino si incontrerà l’Efebo, il bronzo trafugato e recuperato grazie a Rodolfo Siviero; a all’Archivio storico, le lettere autografe che Garibaldi scrisse al cappellano dei Mille, Giovanni Pantaleo. Si seguirà l’acquedotto di Bigini, tra una vasca selinuntina appena restaurata, cave e ponti monumentali, e si toccherà la Trinità di Delia, meraviglia normanno bizantina a pochi chilometri dal centro abitato. E due passeggiate ripercorreranno sia i luoghi della peste devastante del 1624, che le tracce dei nobili Tagliavia che fecero nascere gran parte dei siti monumentali della città.



