MILANO – Non si vede, ma si sente. Forte e chiaro. È grazie al primo intervento realizzato con chirurgia robotica in Italia, al Policlinico di Milano, che il signor Paolo, 39 anni, ha finalmente la possibilità di recuperare l’udito, sconfiggendo la sordità profonda e progressiva che lo affliggeva da tempo, senza dispositivi esterni.
Nei giorni scorsi è stato infatti posizionato un impianto cocleare totalmente impiantabile sottocute (TICI), un sistema “invisibile” in cui tutti i componenti sono collocati sotto la pelle: una tecnologia introdotta nel nostro Paese solo da 3 settimane, e che offre alle persone con sordità grave e profonda un accesso ai suoni senza interruzioni per l’intera giornata, anche durante il sonno o in caso di attività in acqua.
La condizione di Paolo era nota da tempo agli specialisti del team di Audiologia del Policlinico di Milano: seppur molto giovane, la sua sordità stava subendo un aggravamento costante minando la qualità di vita di questo giovane papà appassionato di sport e sempre pronto ad attività all’aria aperta con i propri figli. I suoi apparecchi acustici tradizionali stavano ormai perdendo di efficacia a causa del progressivo deterioramento cocleare (su base genetica); per la sua particolare condizione clinica, Paolo è stato ritenuto idoneo ad affrontare questo percorso di cura che ha previsto l’impianto in sala operatoria di un dispositivo totalmente innovativo in grado di rilevare i suoni attraverso la pelle in quanto – a differenza degli apparecchi tradizionali – nessun componente è lasciato all’esterno dell’orecchio, nemmeno il microfono. I suoni sono così convertiti in segnali elettrici che stimolano la coclea, consentendo alle informazioni sonore di raggiungere il cervello attraverso il nervo uditivo.
A eseguire l’operazione per la prima volta in Italia con chirurgia robotica è stato Diego Zanetti, direttore dell’Audiologia del Policlinico di Milano per il dipartimento di Area Chirurgica diretto da Lorenzo Pignataro, in collaborazione con il neuroradiologo Giorgio Conte e gli specialisti della Neuroradiologia Interventistica del Policlinico, che hanno elaborato le immagini di tomografia computerizzata (TAC) e di Risonanza Magnetica (RM) necessarie per selezionare l’elettrodo più idoneo e guidare il chirurgo in sala operatoria.
“L’idoneità a questo tipo di trattamento viene stabilita in base a parametri precisi e a un’analisi in cui abbiamo valutato l’adeguatezza e i benefici attesi per questo giovane paziente con sordità profonda – ha spiegato Diego Zanetti -. L’utilizzo della chirurgia robotica ha permesso di intervenire con ancora maggior precisione, preservando le delicate strutture cocleari e favorendo un recupero post operatorio più veloce. Il paziente infatti è stato dimesso 2 giorni dopo l’intervento chirurgico e ora stiamo attendendo la completa cicatrizzazione dei tessuti per procedere all’attivazione del nuovo dispositivo sottocute”.
L’intervento, eseguito in anestesia totale, è durato alcune ore; l’attivazione è programmata dopo 3 settimane, un periodo dopo il quale Paolo potrà riprendere in mano la sua vita “a tutto volume” senza più bisogno di un dispositivo esterno da indossare e senza più la preoccupazione che possa danneggiarsi o perdersi. La felicità più grande, racconta Paolo, è proprio quella di poter tornare a sentire la voce dei suoi bambini.
“Questo primo intervento rappresenta un successo che mostra come la tecnologia avanzata in sala operatoria coniugata a una disponibilità di soluzioni innovative possa permettere ai professionisti di dare risposte sempre più complete e cure all’avanguardia. In Policlinico di Milano, IRCCS multidisciplinare, questo è possibile grazie all’importanza della ricerca traslazionale che permette di trasferire la conoscenza direttamente a vantaggio della salute del paziente – dichiara il direttore generale del Policlinico di Milano Nicola Vincenzo Orfeo -. Il Policlinico di Milano è un punto di riferimento per la sordità che qui è trattata dal paziente pediatrico fino all’anziano con équipe dedicate e altamente qualificate”.



