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Partanna (emblema del Belice), un paese di vecchi

PARTANNA – Neanche per azzardo accingersi a parafrasare il titolo del fortunato best seller, che nel 2005 rese celebre Cormac Mc Carthy “No country for old man”, perché Partanna da tempo è proprio un paese di anziani che, se messi al cospetto di quanti furono immortalati dallo scrittore irlandese, però non evidenziano un’aria smarrita, né tanto meno stentano a recepire la lingua dei nipoti.
Ridente località collinare, di cui già Franco Caracci a ridosso degli anni ’50 decantava gli ameni anfratti, in estasi per i cortiletti all’ombra di pergolati bassi o fra case linde che sapevano di gelsomino e spigonardo, oggi la città belicina presenta uno spartito diametralmente mutato, riportando in superficie una palese attualità dai toni sarcastici, talvolta, paradossali, con un tasso di natalità del 6,42%, più che dimezzato da quello di mortalità, che si attesta attorno al 12, 95%. Stando agli ultimi censimenti, l’andamento demografico fa rilevare una situazione particolarmente eloquente nella sua peculiarità, con una popolazione globale di 10.344 abitanti (5.025 maschi – 5.319 femmine), di cui 605 stranieri (385 maschi – 220 femmine.) Il dato complessivo del 2.017 (10.423 ab.) fra l’altro non si discosta sensibilmente dall’odierno, con un saldo naturale di meno 68 (nello scorso anno sono nati 67 bambini e decedute 135 persone) e un flusso migratorio con un saldo attivo di 13 cittadini, essendosi inseriti 184 immigrati a fronte dell’esodo di 171 cittadini. Significativa a questo riguardo appare la composizione della popolazione per fasce d’età, resa manifesta dai dati del seguente prospetto numerico:
– INFANTI IN ETA’ PRESCOLARE (0 – 6 anni) n° 558
– PREADOLESCENTI (7 – 14 anni) n° 744
– ADOLESCENTI/ FORZA LAVORO (15 – 29 anni) n° 1.722
– POPOLAZIONE ADULTA (30 – 65 anni) n° 4.926
– POPOLAZIONE SENILE (ultra65enni) n° 2.473
– NUCLEI FAMILIARI n° 4.556
– COMUNITA’ – CONVIVENZE n° 7
In merito alla presenza di stranieri, Partanna nel suo piccolo riflette in modo evidente il processo eterogeneo delle più disparate aree in era di globalizzazione, ribadendo la volontà di affermarsi come comunità multietnica, data la presenza di una variegata moltitudine di stranieri, che i diversi flussi migratori non sono riusciti ad arrestare. Accanto al nucleo storico della folta rappresentanza tunisina con circa 250 residenti, si registra una copiosa presenza rumena di 240 cittadini, a cui fa seguito uno sparuto manipolo di appena dieci persone, originarie dalle regioni cinesi e dal Pakistan. Gli altri stranieri provengono dalle terre del vasto continente africano come il Senegal, il Marocco, il Ghana, la Somalia, la Nigeria, il Togo, il Mali, La Guinea, La Costa D’Avorio, il Camerun e l’isola di Capo Verde. Dall’America Latina sono arrivati alcuni colombiani, venezuelani ed ecuadoregni, pochissimi sono originari del Nord America, esiguo il gruppo di stranieri della comunità europea, fra cui francesi, spagnoli, svizzeri, maltesi, moldavi, croati, macedoni e lituani. L’analisi del mondo del lavoro con i vari dati occupazionali fa evincere che la situazione locale rispecchia il periodo di congiuntura generale che sta vivendo il nostro Paese; in questo comune il numero dei disoccupati ammonta a circa 3.200 unità (1.400 uomini – 1.800 donne) e riguarda principalmente la fascia giovanile che va dai 15 ai 25 anni, anche se negli ultimi anni si è verificato un incremento, sia della fascia di persone dai 25 ai 35 anni, che degli over 50. Attualmente sono circa 3.000 gli occupati nei diversi settori lavorativi, da quello agricolo al mondo dell’industria, dalle attività dei servizi alla Pubblica Amministrazione; verosimilmente altrettanti risulterebbero coloro che non fanno più parte del sistema produttivo, in quanto collocati in quiescenza. A Partanna circa 700 persone che, avendo precedentemente svolto un’attività lavorativa e trovandosi ora in uno stato di disoccupazione involontaria, perché licenziate dal lavoro, godono della concessione della NASPI (Nuova Assicurazione Sociale Per l’Impiego), ossia, percepiscono il famoso “sussidio di disoccupazione”. Altri cittadini che versano in precarie condizioni economiche usufruiscono del Reddito di Inclusione (REI), invece, nel 2019 gli aventi diritto potranno aspirare al “decantato” Reddito di Cittadinanza. Un dato che nessuno, per così dire, può stabilire è quello relativo al lavoro sommerso, lavoro nero, che essendo, forse, sottovalutato, rappresenta un grave danno, innanzi tutto per la dignità delle persone e poi per l’economia in genere, in quanto impedisce di iniziare un percorso consono ad una società più vivibile, più serena, quindi, nel rispetto dei valori fondamentali della convivenza civile. Una collettività più umana e meno indifferente fra l’altro non dovrebbe trascurare in primo luogo l’universo degli anziani, che ad essa hanno dato tutte le loro energie. Talvolta la Terza Età viene emarginata, soprattutto, sotto l’aspetto sociale in un periodo in cui molti fattori contribuiscono ad allungare sempre più la vita media dell’uomo, un fenomeno che nel mondo occidentale è accompagnato da una costante riduzione delle nascite, provocando un lento invecchiamento della popolazione, con ritmi sorprendentemente accelerati. Eppure, benché siano in progressiva crescita numerica anche a Partanna, gli anziani oggi vivono una particolare condizione di solitudine, che comincia ad evidenziarsi fin dall’età del pensionamento quando, una volta fuori dalle attività lavorative, si trova senza un ruolo e comincia ad avvertire drammaticamente la propria inutilità. Tale situazione di disagio è ulteriormente aggravata dalla mancanza di strutture pubbliche efficienti e funzionali, in grado di fornire all’anziano non solo un’idonea assistenza sanitaria, ma anche l’opportunità di impegnare il tempo libero, di valorizzare il suo patrimonio di esperienza. Disperdere ai quattro venti un tale capitale di conoscenze e di saggezza è uno spreco che nessun paese, neppure il nostro, si può permettere. Parimenti alla privilegiata attenzione per gli anziani, una certa considerazione va per quegli stranieri che si sono mossi dalle loro terre in cerca di una vita migliore, coscienti che ogni società può solo arricchirsi dall’apporto che può venire dalla compresenza di culture diverse, di persone capaci di incontrarsi e di imparare l’una dall’altra, come dimostrano in modo pregnante gli svariati esempi che la storia del passato ci ha copiosamente profuso.
Antonino Pellicane

Un doveroso ringraziamento a Francesco Abate (Ufficio Elettorale dell’EE.LL.) e a Mario Scimonelli (Centro per l’Impiego), le cui preziose informazioni hanno contribuito ad accendere la scintilla per queste mie brevi note su Partanna.


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