KLEOS - venerdì, 24 Luglio 13:00

Per una settimana parleremo dell’Unione dei Comuni della Valle del Belice con il consigliere Vincenza Murania

PARTANNA – Seconda puntata della conversazione con il consigliere Murania sull’Unione dei Comuni della Valle del Belice.

PARTANNA – L’Unione dei Comuni della Valle del Belice è stata costituita il 3 maggio 2004 tra i Comuni di Gibellina, Partanna, Poggioreale, Salaparuta e Santa Ninfa.
L’Unione ha sede legale a Partanna e sede operativa a Santa Ninfa.

Le funzioni che i Comuni aderenti hanno attribuito all’Unione sono le seguenti: Protezione civile, Espropriazioni, Attività legale, Formazione del personale, E-Government, Nucleo di Valutazione, Controllo di gestione, Promozione dei prodotti tipici locali.

Per una settimana parleremo dell’Unione dei Comuni della Valle del Belice con il consigliere Vincenza Murania

  1. Consigliere Murania, a chi conviene che all’Unione non esista una memoria storica e che vi sia un turn over.

Credo che la convenienza sia di tutti i soggetti politici, istituzionali e burocratici coinvolti nel sistema, ma la responsabilità è prettamente politica. Credo che esista un sistema interno alle singole forze politiche di maggioranza di ciascun paese per cui non è un “bene” mandare veterani all’Unione. Anzi, è meglio avere consiglieri ingenui, come lo ero io nel 2008/2010, consiglieri che non conoscono ancora regolamenti e fonti del sistema Unione e delle sue risorse. Consiglieri che non conoscono le potenzialità dell’Unione e allo stesso tempo non sospettano delle sue inefficienze. Consiglieri che si fidano ad oltranza delle parole dei sindaci che da anni ripetono come un mantra: “o si cambia o si chiude”; oppure: “o l’Unione inizia a funzionare o è meglio staccarle la spina”. Molti consiglieri, di fronte ai tempi biblici ed ai meccanismi farraginosi dell’Unione, si arrendono. Guardando gli statini delle presenze dei consiglieri comunali, recentemente pubblicati, si accorgerà che prevale l’astensionismo. Forse aveva ragione l’ex Presidente Gentile che ha affermato che le “postazioni” all’Unione rappresentano un contentino per gli scontenti interni e servono a fare passerella (vedasi sistema di rotazione adottato in almeno due dei tre comuni unionisti nell’ultimo scorcio di legislatura), facendo venir ancor di più meno la stabilità ad un’istituzione già di per sé fragile. Le minoranze di ciascun Comune, invece di fare squadra per essere da contrappeso al potere della Giunta, di fronte alle lentezze ed alle inefficienze della struttura, molto spesso si arrendono e gettano la spugna. Esistono poi, consiglieri che si nascondono dietro affermazioni del tipo: “senza l’Unione non sarebbe possibile fare controllo di gestione”, “avere un OIV unico”, “in fondo, l’esercizio in forma associata attraverso l’Unione consente il risparmio di risorse economiche”. In realtà, attraverso le convenzioni si possono già esercitare servizi in forma associata in modo efficace, efficiente ed economico. L’Unione dovrebbe andare oltre. Dovrebbe servire a fare fronte comune, a poter parlare con un’unica voce. Questo però significherebbe togliere visibilità al singolo sindaco. Forse un esempio potrà essere efficace. Nel 2013, avevo chiesto che l’ufficio legale fosse attivato anche attraverso l’istituzione di un albo unico di professionisti a cui poter attingere. L’ufficio legale unico, come regolamentato nel 2008, non è mai stato realmente attivato perché non c’è mai stata la volontà politica dei sindaci. Così di fronte alle mie pressioni, contro un sistema ambiguo, la Giunta ha optato per la retrocessione, ovvero ogni giunta nomina il suo legale, come ha fatto negli ultimi 10 anni nonostante il servizio fosse stato “formalmente trasferito all’Unione”. Nulla è, dunque, sostanzialmente cambiato, ma il dato politico è che la Giunta ha deliberato, sul punto, solo quest’anno, ovvero dopo due anni che avevo messo per “iscritto” le mie perplessità, senza dimenticare, che nei precedenti due anni, tantissimi consiglieri, avevano segnalato “verbalmente” la questione. Retrocessione significa che ciascun consiglio comunale dei cinque comuni dovrà esprimersi. Ancora ad oggi, dopo mesi, la delibera di retrocessione non è stata trattata a Santa Ninfa e, penso, in nessuno degli altri Comuni. Devo rimettere la questione per “iscritto”? Certo, lo farò, ma non all’Unione.

continua domani alle ore 13,00


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