CATANIA – Ancora violenza contro la Polizia Penitenziaria nel carcere di Catania Bicocca. Il 31 ottobre un Assistente Capo Coordinatore, in servizio al primo piano del reparto destro, è stato brutalmente aggredito da un detenuto originario di Adrano, Comune della Città Metropolitana di Catania, che lo ha colpito con una testata al volto e diversi schiaffi. Trasportato d’urgenza all’ospedale Cannizzaro, gli è stata riscontrata la frattura del setto nasale: dovrà essere operato nei prossimi giorni, con una prognosi prevista di almeno 30 giorni. Sono inoltre in corso accertamenti per possibili lesioni al timpano.
Secondo quanto ricostruito dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, l’aggressione sarebbe scaturita da futili motivi, legati al ritardo nell’apertura della cella. Dopo avere ripetutamente insultato il poliziotto, il detenuto gli si è scagliato contro appena aperta la porta. L’assistente, tramortito e sanguinante, è stato inizialmente soccorso da un detenuto anziano presente in sezione. Solo successivamente sono intervenuti altri colleghi, che lo hanno accompagnato in ospedale. «Siamo di fronte all’ennesima aggressione annunciata. Da tempo denunciamo le gravissime carenze organizzative e di sicurezza di Bicocca, dove si continua a gestire un reparto di Alta Sicurezza senza adeguate garanzie per chi vi lavora. È inaccettabile che un poliziotto possa essere aggredito in queste condizioni, senza poter contare su sistemi di allarme e su un numero sufficiente di colleghi prontamente disponibili», dichiara Donato Capece, segretario generale del SAPPE.
Il sindacato denuncia, in particolare, l’assenza di sistemi di allarme nei reparti detentivi e la necessità di assicurare almeno due unità per ogni piano, anche per evitare ritardi nell’apertura delle celle dei due bracci laterali, spesso causa di tensioni con i detenuti.



