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Processioni ed altro a Partanna

Amiamo la precisione. Ma constatiamo con piacere che altri siano anche più precisi del vostro umile cronista: è falso che la processione del Venerdì Santo sia uscita alle 21 come abbiamo scritto nella nota dell’aprile scorso: l’orario esatto – ci hanno fatto notare – è che l’uscita è avvenuta alle 20.26. Ci scusiamo e ci giustifichiamo col fatto che non abbiamo posto attenzione alla precisione dell’orario quanto piuttosto alla temperatura. E anche chi, come i partannesi, è abituato a fare il bagno nelle gelide acque di Selinunte, e chi era presente non potrà affermare che il Venerdì Santo a Partanna ci si trovava come alle Bahamas, non potrà negare che facesse un freddo boia sul sagrato della Chiesa madre a cui il vento di Salemi non facesse recitare la giaculatoria campanilistica che qui riproponiamo:
Si caminannu viditi muntagni di issu
Chissu è Salemi, passatici arrassu:
sunnu mimici di lu crucifissi
amici di Giuda e di lu Caifassu.
Ci scusino i salemitani, ma siamo sicuri che loro, almeno loro, accettino le critiche. Almeno fatte a fin di bene. Criticare non solo deve essere un diritto (art. 21 della Costituzione) ma anche capire il senso della critica: crisis vuol dire semplicemente CRESCITA. E tale era il senso del nostro articolo: un invito a tener conto del disagio degli ULTIMI, gli invalidi, i vecchi, i deboli.
L’orario? Ah, le 20 e 26. La temperatura? Africana.
C’era chi batteva i denti, chi si rifugiava sotto l’ala del vicino, coniugi che si rappacificavano per il freddo intenso dopo una litigata familiare spaventosa, vecchietti che scappavano a casa, gente che pur devota era stata costretta a cercare un riparo qualunque fosse, pur fra i piedi delle bestie come una volta. Del resto i partannesi dovrebbero sapere del clima di Partanna già dal 1700 quando Il sacerdote Mendolia scriveva di questo paese che l’aria di questo luogo “come della città è inconstantissima, ed ogni giorno si esperimenta l’ambiente delle quattro staggioni. In città fra tanto vi spira più tosto un ambiente di mare tutto che sia distante quattro leghe da essa… il vento si fa sentire quasi continuo, e spesse volte forte, ed impetuoso”. Buona Pasqua!
Vito Piazza


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