MONTEVAGO – Claudio Riccobono, figlio minore di Carmela Scimeca, vittima di femminicidio nel 2010 ad opera del marito, Giovanni Riccobono, che si è poi suicidato gettandosi da un ponte della Castelvetrano-Sciacca, aveva fatto richiesta alla prefettura di Agrigento – avviando cosi l’iter – di cambiare il proprio cognome da Riccobono (quello del padre) a Scimeca (quello della madre).
Adesso Claudio è ritornato sulla sua decisione, rinuncia alla richiesta e ne spiega le ragioni.
“Ho rinunciato ad assumere il cognome di mia madre per motivi economici e psicologici”. “Le spese da affrontare – continua – sarebbero state considerevoli, senza contare l’intero iter amministrativo e legale necessario per aggiornare tutti i documenti personali. Si tratta di un percorso che richiede tempo, energie e risorse che, al momento, non sono nelle condizioni di poter sostenere”. Il secondo motivo è psicologico. “Dopo un’attenta riflessione e un confronto con il mio psichiatra – ribadisce – siamo giunti insieme alla consapevolezza che, data la mia particolare fragilità su questo tema, oggi non esistono i presupposti per affrontare serenamente un cambiamento di tale portata. Sarebbe una scelta che rischierebbe di avere un impatto emotivo troppo gravoso”.
Claudio tiene a precisare, “Questa rinuncia non diminuisce in alcun modo l’amore, la gratitudine e il legame che porto nel cuore nei confronti di mia madre. È semplicemente una decisione maturata con responsabilità, nel rispetto dei miei limiti attuali e della necessità di custodire il mio equilibrio psicologico”.



