KLEOS - sabato, 17 Ottobre 17:20

SI FA PRESTO A DIRE  CITTÀ TURISTICA

Si fa presto a dire “Città turistica”! E anche a scriverlo. Bastano sei suoni o quattordici lettere. Così come si fa presto a vedersi attribuire tale qualifica. Basta farne richiesta all’Ente erogatore di tale titolo: come per il sigaro o per il sei politico, una targhetta con la scritta “città turistica” non si nega a […]

Si fa presto a dire “Città turistica”! E anche a scriverlo. Bastano sei suoni o quattordici lettere. Così come si fa presto a vedersi attribuire tale qualifica. Basta farne richiesta all’Ente erogatore di tale titolo: come per il sigaro o per il sei politico, una targhetta con la scritta “città turistica” non si nega a nessuno. Altra cosa è, invece, avere le caratteristiche della città turistica, che si riassumono nelle risposte alle domande “perché?” venire a Partanna, “come?” arrivarci e “dove?” trovare alloggio. Il “perché?” fa riferimento alle attrattive: c’è a Partanna qualcosa che possa attrarre un curioso? Direi proprio di sì: c’è quanto basta per sollecitare un amante dell’arte, della storia, della paesaggistica, del sacro. Ma tale patrimonio è fruibile? Purtroppo, solo in parte. La chiesa Madre, scrigno degli stucchi, è quasi sempre chiusa; il sito archeologico dello Stretto, impraticabile; il paesaggio, sfigurato dalle erbacce; gli edifici storico-monumentali, inavvicinabili a causa dello sterco dei piccioni; i siti degli edifici sacri distrutti dal terremoto, ridotti a selve. Il “come?” richiama il problema dei trasporti e della viabilità. Sui trasporti pubblici è preferibile tacere: dire che non esistono è poco. Sulla viabilità si può discutere. Partanna è servita, si fa per dire, dall’autostrada A29. Lo svincolo relativo, però, esiste solo sulla carta. E sì, perché quello che doveva chiamarsi Santa Ninfa-Partanna, nella segnaletica, non solo è stato denominato tout-court Santa Ninfa, ma addirittura vi si sta insinuando la dicitura Castelvetrano Nord, pur trovandosi in territorio di Partanna. Quando poi, andando a naso, esce dall’autostrada, il povero turista si trova sbalestrato in una stradina che della vecchia “trazzera” continua ad avere tutte le caratteristiche. E non migliore sorte tocca agli avventori provenienti da altre direzioni.  Il “dove?”, infine, ci parla degli alloggi. Purtroppo, la mancanza di un albergo riduce la presenza turistica ad un “mordi e fuggi”, giacchè, oltre ai due o tre dignitosi bed and breakfast, nessun altro può rispondere ad eventuali richieste di piccoli gruppi, forse nemmeno a quelle di una famiglia numerosa.


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