Fateci caso! Nessun essere vivente (neppure il cane!) ha ricevuto tante attenzioni da parte delle istituzioni quante ne hanno ricevuto i bambini. Da quando la Società delle Nazioni emanò nel 1924 la prima “Dichiarazione dei Diritti dei Bambini”, sui minori si è riversato un numero di norme, nazionali e sovranazionali, tese alla loro tutela, tante da sommergerli, da soffocarli, addirittura. Ad una ricerca anche non del tutto approfondita se ne possono individuare almeno 20 capaci di investire una gamma di problematiche le più svariate, una caterva di diritti, tanti da non potersi coniugare. Ne manca solo una: il diritto di vivere serenamente con i propri genitori d’origine! O meglio, a ben guardare, tale norma non mi pare del tutto assente. Solo che, pur essendo espressamente menzionata in perfetta lingua italiana in quella che dovrebbe costituire la stella polare della nostra vita democratica, viene manipolata da chi crede di avere il diritto di esercitare la libera interpretazione. E così, con molta prosopopea si finisce con l’affermare che “i bambini non sono dei genitori”. E, siccome ad affermare un così altisonante assioma di solito sono esponenti delle istituzioni statali (assistenti sociali, operatori scolastici, fior fiore di “opinionisti”), tale sconcertante affermazione sembra sottintendere (talvolta, addirittura, apertis verbis) che “i bambini sono dello Stato”. Ora, la questione è talmente seria da sconsigliarmi di buttarla in caciara ricorrendo magari a domande del tipo “da quando in qua lo Stato partorisce bambini?”. Il bello è che a sostegno di tale tesi i suddetti soloni del diritto si appellano alla Costituzione. E non sanno che è proprio la nostra Magna Carta che esclude sui bambini la “paternità” dello Stato, affermando, all’art. 29, che “la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale” e all’art. 30 che “è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli”, riservando allo Stato l’obbligo, “nei casi di incapacità dei genitori, di provvedere a che siano assolti i loro compiti”. Ma tant’è! Capita, talvolta, che le lenti, più o meno colorate o affumicate dalla ideologia, facciano travisare anche le frasi più elementari e chiare. E’ proprio vero che “il sonno della ragione genera mostri”!

SOMMERSI DA TANTI DIRITTI…MENO QUELLO FONDAMENTALE!
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