PALERMO – A Palermo il 21,5% delle imprese del commercio e dei pubblici esercizi dichiara di avere subito almeno una “spaccata”, contro il 34,8% della media nazionale. Ma altri indicatori restituiscono un quadro meno rassicurante: il 32% delle imprese segnala un peggioramento della vivibilità del proprio quartiere, contro il 26,1% nazionale, mentre il 43,4% esprime preoccupazione per la mala movida, rispetto al 40% della media italiana.
Una fotografia in chiaroscuro, dunque, quella che emerge dall’indagine Confcommercio – Format Research, realizzata tra agosto e settembre 2026, con un approfondimento specifico sulle imprese di Palermo. Quasi un imprenditore palermitano su due (48,5%) teme di subire una “spaccata” nei prossimi mesi e il 36,6% percepisce questo fenomeno criminale come quello maggiormente in aumento.
“La sicurezza di una città non si misura attraverso un solo fenomeno criminale, come quello delle “spaccate”, che a Palermo desta forte allarme ormai da circa due anni – commenta Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo e vicepresidente nazionale con delega a legalità, sicurezza ed etica d’impresa -. Le spaccate rappresentano uno dei segnali dell’allarme sociale che abbiamo denunciato più volte e che oggi dobbiamo leggere alla luce di un contesto ben più grave e complesso. Palermo ha conosciuto negli ultimi mesi gravi episodi di violenza, sparatorie, omicidi, aggressioni, intimidazioni e tentativi di estorsione ai danni delle attività economiche. A tutto questo si aggiungono forme persistenti di abusivismo e illegalità diffusa che danneggiano le imprese regolari, alimentano la concorrenza sleale, compromettono la vivibilità urbana e mortificano l’immagine della nostra città. Il problema non è soltanto il danno economico provocato da una vetrina distrutta, ma il clima di insicurezza che rischia di condizionare la libertà di impresa e la vita quotidiana dei cittadini. È proprio di fronte alla pressione criminale sulle attività economiche che Confcommercio Palermo ha deciso di non limitarsi alla denuncia pubblica, dando vita a “Imprese Mai Sole”, un progetto concreto di sostegno agli imprenditori vittime di intimidazioni e richieste estorsive, attraverso assistenza legale, sistemi di videosorveglianza e, nei casi necessari, servizi di vigilanza privata. Un’iniziativa nata dalla convinzione che chi sceglie la legalità e trova il coraggio di denunciare non debba mai sentirsi abbandonato”.
L’indagine di Confcommercio rileva che il 35,6% delle imprese palermitane ha sostenuto investimenti aggiuntivi per proteggersi, con una spesa media di 3.154 euro, superiore alla media nazionale. E il 97,6% degli imprenditori è favorevole a bonus e agevolazioni fiscali per migliorare la sicurezza.
“Sono numeri – conclude la Di Dio – che ci ricordano come il costo dell’insicurezza non possa continuare a gravare sulle imprese e quanto sia necessario rafforzare una strategia condivisa tra istituzioni, forze dell’ordine e rappresentanze economiche, fondata sulla prevenzione, sul presidio del territorio e sul contrasto sistematico alla criminalità e all’illegalità diffusa. Non basta intervenire quando il reato è stato commesso. Bisogna impedire che l’illegalità conquisti spazi, condizioni la vita dei quartieri e sottragga libertà a cittadini e imprenditori. La sicurezza è un bene collettivo e una condizione essenziale per lo sviluppo economico e sociale. Difendere le imprese significa difendere il lavoro, la legalità e il futuro di Palermo”.



