Stasera tappa al Tempio dorico di Segesta del tour di Francesco Baccini, “Archi e frecce. Da domani l’Anfitrione di Plauto

SEGESTA – Sarajevo, Kigali in Rwanda, Srebrenica, Tel Aviv, Jenin, Baghdad, Istanbul, Beslan, Gaza, Bentalha, Kabul, ma si potrebbero aggiungere migliaia di altri siti e chiudere con Gaza. Oppure no, chiudere non si può: Virgilio Sieni ha riallestito uno dei suoi spettacoli più amati e apprezzati, quel “Sonate Bach di fronte al dolore degli altri” che nel 2006 fu premiato come migliore lavoro di danza dell’anno: ieri sera (31 luglio) è andato in scena al Teatro Anticoper il SegestaTeatroFestival, vero monito contro ogni guerra di ieri, di oggi e anche di domani; e contro ogni peso, ogni corpo che rifiuta la bellezza, il confronto, la rinuncia al prevalere dell’ego. I danzatori su un rettangolo di 6 quadrati per 4, sono un groviglio di arti, braccia e gambe, schiene curve. E dolore estremo. 

Il festival diretto da Claudio Collovà continua stasera (1 agosto) alle 21 con una tappa al Tempio dorico del tour di Francesco Baccini, “Archi e frecce”. E ritorna da sabato 2 a lunedì 4 agosto, alle 19.30 al Teatro Antico, con uno dei titoli più amati di Plauto, quell’ ”Anfitrione” affidato alla mano registica di Emilio Solfrizzi che interpreta anche il servo Sosia, al fianco di Simone Colombari, Sergio Basile e Rosario Coppolino, Viviana Altieri, Cristiano Dessì e Beatrice Coppolino.


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