Monthly Archives: Gennaio 2020

Partanna, convegno all’Istituto “D’Aguirre-Alighieri” per la Giornata della memoria

PARTANNA – Si è tenuto ieri (30 gennaio) presso l’auditorium “Giacomo Leggio” dell’Istituto superiore “D’Aguirre-Alighieri” di Partanna un significativo incontro in occasione della giornata della memoria, dal titolo “ Vite parallele – La condizione del rifugiato tra passato e presente”. Durante l’incontro, moderato dal giornalista Max Firreri, sono intervenuti il sindaco di Partanna, Nicolò Catania e l’assessore all’istruzione Noemi Maggio, che hanno portato i saluti istituzionali. Successivamente sono intervenuti la vicepresidente della Fondazione San Vito onlus, Dora Polizzi, la prof. ssa Mimma Gaglio presidente del comitato provinciale per l’Unicef di Trapani e la psicologa clinica Giusy Agueli. Numerosa la presenza in sala. “A colpire in questi tempi di diffusa ostilità verso il ‘diverso’ e lo ‘straniero’ – ha affermato il primo cittadino Nicolò Catania – è il parallelismo e le preoccupanti somiglianze fra il modo in cui era percepita la condizione di rifugiato nella seconda guerra mondiale e il modo in cui viene vista attualmente. La storia si ripete ancora una volta e oggi come allora, con altri canali, sembianze e dinamiche differenti, si traduce in un crimine contro l’umanità”. “Mai come adesso è fondamentale che tutte le agenzie educative, dalla famiglia alla scuola, incentivino lo studio della storia. L’analisi approfondita degli avvenimenti del passato è ormai un’esigenza sociale – ha aggiunto l’assessore Noemi Maggio – poiché solo la conoscenza e il ricordo costante possono renderci consapevoli della nostra identità e fornirci gli strumenti per affrontare e capire le dinamiche del presente”. Momenti toccanti si sono registrati in occasione della testimonianza di un giovane proveniente dal Senegal costretto ad affrontare un viaggio lunghissimo e pieno di stenti pur di approdare, sebbene da clandestino, in Italia. I numerosi ragazzi presenti all’incontro hanno ascoltato in rispettoso silenzio le parole del loro coetaneo, facendo poi sentire la loro vicinanza con un lungo e commovente applauso. Prima della conclusione della manifestazione, alcuni alunni hanno apportato il loro contributo facendo alcuni interventi.

Gli avvocati della Valle del Belice scendono in campo a difesa dell’Ufficio del Giudice di Pace di Partanna

PARTANNA – L’Associazione Avvocati Valle del Belice interviene con il seguente comunicato pubblico sulla questione della possibile soppressione dell’Ufficio del Giudice di Pace:

“Il Sindaco di Partanna, Nicola Catania, nelle scorse settimane ha manifestato
agli Avvocati l’intenzione dell’Amministrazione Comunale di rinunciare all’Ufficio
del Giudice di Pace, non sostenendone più gli oneri finanziari ed il distacco del
personale, così determinandone l’accorpamento all’Ufficio di Sciacca.
Di fronte a tale presa di posizione, gli avvocati della Valle del Belice manifestano il proprio totale dissenso.
A seguito della chiusura nel 2013 della Sezione Distaccata del Tribunale di Marsala, l’Ufficio del Giudice di Pace di Partanna è rimasto l’unico presidio di legalità di prossimità al servizio del territorio belicino (la competenza abbraccia i comuni di Partanna, Santa Ninfa, Gibellina, Salaparuta e Poggioreale).
Mentre la chiusura della Sezione Distaccata del Tribunale, nel 2013, è avvenuta per legge, a seguito della revisione della geografia giudiziaria in ambito nazionale (soppressione di tutte le 230 Sezioni Distaccate di Tribunale d’Italia ed accorpamento di numerosi Tribunali), nel caso dell’Ufficio del Giudice di Pace la decisione ricade esclusivamente in capo al Sindaco ed all’Amministrazione Comunale di Partanna.
Si tratta di una scelta miope, ad esclusivo danno dei cittadini e del territorio, fatta senza nemmeno una discussione nel consesso civico.
Va, piuttosto, seriamente ricercata e trovata una diversa soluzione, con il coinvolgimento delle Amministrazioni Comunali interessate e dei rispettivi Consigli Comunali, dell’Unione dei Comuni della Valle del Belice, della Presidenza del Tribunale di Sciacca, delle forze politiche, sociali, sindacali, dei professionisti del territorio, perché ciascuno esprima la propria posizione ed assuma le proprie responsabilità di fronte alla paventata chiusura.
L’Ufficio del Giudice di Pace, anche in previsione dell’imminente aumento delle competenze, come stabilito dalla normativa nazionale, va piuttosto preservato e
potenziato.
Per questi e tanti altri motivi, gli Avvocati della Valle del Belice invitano le Amministrazioni Comunali interessate, l’Unione dei Comuni della Valle del Belice, le forze politiche, sociali e sindacali del territorio, i professionisti, a mobilitarsi in tal senso, preannunciando, comunque, sin da ora, la propria ferma intenzione di non rimanere fermi a guardare, in modo passivo, lo smantellamento dell’Ufficio del Giudice di Pace di Partanna, adottando tutte le forme di coinvolgimento democratico delle cittadinanze previste dalla legge e dagli Statuti Comunali”.

Associazione Avvocati Valle del Belice

Fud ricerca persone, in arrivo 50 assunzioni per le nuove aperture in Italia e all’estero

TRAPANI – Nuove sfide e diverse aperture, sia in Italia che all’estero, in arrivo nel 2020 per Fud Bottega Sicula, un progetto in espansione continua quello del panino siciliano più famoso d’Italia che dal 2012 celebra le eccellenze dell’isola in modo gioioso e informale.

Una storia di successo che continua a crescere grazie soprattutto al contributo inestimabile di collaboratori, manager e produttori di Fud, vero valore aggiunto di uno degli esperimenti gastronomici di maggior successo nel nostro paese. Il brand è già alla ricerca di cinquanta nuovi “Fud Pipol” tra personale di sala e cucina, disposti a vivere la loro avventura anche fuori dai confini nazionali.

Fud Bottega Sicula conta oggi oltre 150 persone in squadra, tra collaboratori e dipendenti. Una rete basata sull’importanza delle persone e delle competenze, incentrata sulla cura, il rispetto e la valorizzazione del personale in cui il fattore umano fa sempre la differenza.

I “FUD Pipol” sono fondamentali per il successo del format. Persone che hanno sposato il progetto e la filosofia di Fud con entusiasmo e passione, selezionati non tanto in base alle loro esperienze pregresse ma rispetto alle capacità relazionali e alla loro sensibilità. Uno degli obiettivi della selezione è quello di integrare culture ed estrazioni differenti includendo anche persone con percorsi difficili.

“Continuare ad offrire lavoro e dare l’opportunità a tanti giovani siciliani di investire e crescere professionalmente nella propria terra è fondamentale per il progetto FUD”- racconta Andrea Graziano, founder e ideatore del marchio Fud Bottega Sicula. “In un momento storico in cui non si fa altro che dire che in Sicilia non c’è futuro noi vogliamo lanciare un segnale in controtendenza, vogliamo dire che fare impresa e lavorare bene al Sud è possibile, certamente è più difficile ma è possibile e stare a lamentarsi non serve. Investiamo grandi energie nella formazione del personale e nel corso degli anni si è confermata una scelta lungimirante. Ai nostri ragazzi diamo la possibilità di migliorare le proprie competenze nei più svariati campi della ristorazione ma anche di frequentare corsi di lingua, di gestione aziendale e di comunicazione.”

La selezione per i 50 collaboratori (20 in cucina e 30 in sala) è già aperta. E’ possibile inviare la propria candidatura dall’area dedicata ‘Lavora con Noi’ del sito Fud.it e accedere alla selezione compilando la scheda anagrafica e i test attitudinali.

L’hair stylist e make up artist trapanese, Nino Grammatico, al Festival di Sanremo 2020

TRAPANI – Dietro al total look degli artisti in gara al Festival di Sanremo c’è la professionalità del Team “Al Pacino – Official Look maker” di Roma, importante service che si occupa di “hair style” e “make up” per numerose produzioni Rai.
L’hair stylist e make up artist trapanese, Nino Grammatico, fa parte di questo prestigioso team ed approderà, anche quest’anno, dal 4 all’8 febbraio, al Festival di Sanremo.
Piega, acconciature, trucco devono essere perfetti per la kermesse della canzone italiana.
“Selezioniamo i nostri consulenti per Sanremo secondo criteri di professionalità, estro, fantasia, esperienza. Nino ha tutte le caratteristiche per far parte del nostro team, infatti è con noi da parecchi anni”, così dichiara Gianni Sciarrillo, direttore di “Al Pacino.
“Alta qualità dei prodotti, originalità e raffinatezza: questi gli elementi principali. Sarà un tour de force: saremo circa 40 colleghi impegnati su più turni. Curerò l’immagine dei protagonisti del Festival e dei programmi correlati alla manifestazione come il Prima e il Dopo Festival, La Vita in diretta, Uno Mattina, Sabato Italiano. Solo truccatori e parrucchieri del Team “Al Pacino” sono ammessi a queste produzioni Rai. Nessun altro può accedervi!”, conclude Nino Grammatico.

Nino Grammatico, titolare del salone “Aldo Coppola by Nino Grammatico”, sito in Via Conte Agostino Pepoli n. 146, a Trapani, è disponibile a rilasciare interviste telefoniche o tramite Facetime, tutti i giorni dalle 9.00 alle 11.00, per svelare il dietro le quinte del Festival di Sanremo 2020, giunto quest’anno alla 70a edizione.

San Vito Lo Capo, al via la rassegna teatrale 2020

SAN VITO LO CAPO – Il cabaret e la commedia brillante, con le eccellenze artistiche della risata “made in Sicily”, ma anche il teatro più “impegnato” e le storie di sentimenti. Torna, al Teatro comunale di San Vito Lo Capo, la rassegna teatrale promossa e patrocinata dal Comune di San Vito Lo Capo con la collaborazione di alcune associazioni.

Cinque gli appuntamenti in programma con la direzione artistica della “Putìa della Risata”. Si inizia sabato 1 febbraio alle ore 21.00 con lo spettacolo di Pandolfo & Manera dal titolo “I due Compari”, per poi proseguire il 22 febbraio con la divertente commedia “Sposato senza figli”, con l’attore Eduardo Saitta ; il 7 marzo, invece, tornerà l’amatissimo duo comico Toti & Totino con un nuovo spettacolo: “Sicilianamente Vostri”. Reduci del successo della partecipazione alla trasmissione Rai “Made in Sud”, il 28 marzo si esibiranno I 4 Gusti con “Facciamo Curtigghiu”, mentre il 18 Aprile sarà la volta degli attori Ernesto Maria Ponte e Clelia Cucco con “Amori e Guardati”.

A cura della storica associazione sanvitese Kalos, da decenni impegnata nella promozione e divulgazione delle arti culturali e teatrali in Sicilia, il 13, 14 e 15 Febbraio alle ore 21.00, ed il 16 Febbraio alle ore 18.00, andrà in scena lo spettacolo “Fiat Voluntas Dei”.

Nel cartellone della stagione teatrale è in programma, inoltre, il 15 marzo, alle ore 18.00, la piéce “Amore mio chi sei?”, con gli attori Moschella&Mulè che racconteranno in chiave ironica le problematiche dei rapporti di coppia. Infine il teatro sarà anche un’ occasione di riflessione su argomenti di drammatica attualità, come quello della violenza di genere, con lo spettacolo di Rosalia Billeci dal titolo “Di Donne…Di Dee”, a cura dell’associazione Le Melarance, in programma il 21 marzo alle ore 21.00.

Il costo dei biglietti varia dai 5 ai 7 euro. Per maggiori informazioni, consultare la pagina Facebook: “Teatro Comunale di San Vito Lo Capo”.

«Un bel cartellone con artisti amati dal grande pubblico, conosciuti anche a livello nazionale, ed un prezzo accessibile a tutti – dichiarano il sindaco Giuseppe Peraino e l’assessore al Turismo, Nino Ciulla-, per dare l’opportunità di far vivere il teatro ai nostri concittadini e a coloro che vorranno venire a San Vito Lo Capo “fuori stagione” cogliendo l’occasione anche per degustare un buon un piatto della tradizione gastronomica. Un evento, dunque, che crea aggregazione e intrattenimento e che punta a creare economia, dando un motivo in più per visitare il nostro territorio anche in inverno e in primavera».

PROGRAMMA Rassegna Teatrale 2020

1 Febbraio ore 21.00:

Pandolfo & Manera – “I due Compari” – ingresso € 5,00
🎙 13-14-15 febbraio ore 21.00 / 16 Febbraio ore 18:00
Kalós – “Fiat Voluntas Dei” – ingresso € 7,00
🎙 22 febbraio ore 21.00:
Eduardo Saitta – “Sposato senza figli” – ingresso € 5,00
🎙7 Marzo ore 21.00:
Toti & Totino – “Sicilianamente Vostri” – ingresso € 5,00
🎙15 Marzo ore 18.00:
Moschella&Mulè – “Amore mio chi sei?” – ingresso € 7,00
🎙21 Marzo ore 21.00:
Rosalia Billeci – “Di Donne… Di Dee” – ingresso € 7,00
🎙28 Marzo ore 21.00:
I 4 Gusti – “Facciamo Curtigghiu” – ingresso € 5,00
🎙18 Aprile ore 21.00:
Ernesto Maria Ponte e Clelia Cucco – “Amori e Guardati” – ingresso € 5,00

Domani, incontro con l’autore alle Cantine Pellegrino

MARSALA – Rosario Lentini, studioso di storia dell’economia siciliana dei secoli XVIII-XIX e autore di diversi saggi sui temi della nascita della borghesia mercantile e imprenditoriale locale e straniera, sulla viticoltura e l’industria enologica, presenta il suo nuovo libro “Sicilie del vino nell’800. I Woodhouse, gli Ingham-Whitaker, il duca d’Aumale e i duchi di Salaparuta”. L’incontro è programmato per venerdì 31 gennaio a Marsala presso le Cantine Storiche Pellegrino, oggi cattedrale di storia, arte, cultura e archeologia.

La storia moderna del vino e dell’enologia Siciliana percorre strade affascinanti che intrecciano i de­stini della Casa di Francia degli Orleans, di Horatio Nelson e della Sua flotta, degli imprenditori britannici e di quella piccola parte dell’aristocrazia siciliana definita illu­minata. Da questo punto di vista, il libro di Rosario Lentini è un romanzo storico straordinario. Non è solo il resoconto di un’incredibile capacità di visione e di una rivoluzione tecnologica che accomuna tutti i protagonisti, dai Woodhosue, agli Ingham, ai Whi­taker, agli Orleans, agli Alliata; è la storia di un intero territorio e di una fortissima ambi­zione di fare della Sicilia un centro, se non il centro, di un’economia agroalimentare di livello mondiale. Lentini, con la sua prosa rigorosa ma estremamen­te accattivante, ripercorre così il momento cruciale del processo di modernizzazione dell’enologia siciliana.

La presentazione del nuovo libro di Lentini si svolge all’interno di una delle più maestose sale delle Cantine Pellegrino, la Sala della Nave Punica, dove è esposto il calco in gesso della Nave Punica del 241 a.C., donato dall’archeologa marina Honor Frost alla famiglia in segno di riconoscenza per l’aiuto e supporto nelle operazioni di recupero del relitto. A fianco alla Sala, recentemente rinnovata e impreziosita, un elegante salotto custodisce inoltre i 110 volumi originali della famiglia Ingham-Whitaker contenenti la corrispondenza che documenta gli scambi commerciali tra la Sicilia e il resto del mondo avvenuti dal 1814 al 1928, un vero pezzo di storia siciliana. Questi e molti altri tesori testimoniano la grande sensibilità della famiglia Pellegrino nel custodire, salvaguardare e promuovere il territorio, fra cui il museo degli attrezzi dei Maestri Bottai e una collezione di cinque Carretti Siciliani, realizzati e dipinti dai più celebri artigiani dell’Ottocento.

La serata di presentazione del libro, con inizio alle ore 17.30, si conclude con la degustazione tecnica di alcuni dei più pregiati vini marsala della cantina.

Ingresso gratuito, venerdì 31 gennaio alle ore 17.30 da Pellegrino Ouverture, Via Battaglia delle Egadi 10, Marsala.

Hermes sceglie Gibellina per la collezione “Hermes Silk”. Per lo shooting fotografico il Comune incasserà 17.000 euro

GIBELLINA – La Sicilia piace sempre di più. Le bellezze paesaggistiche e architettoniche dell’isola, oramai da diversi anni, vengono scelte anche dalle case di moda per la presentazione di collezioni estive e invernali. È successo con Gucci (a Selinunte) e Dolce & Gabbana (Palermo, Palma di Montechiaro, Agrigento, Sciacca), ma anche con Yves Saint Laurent e Bottega Veneta a Gibellina. Ora la città d’arte contemporanea, per la prima volta, è stata scelta dalla casa di moda francese “Hermès” per promuovere la collezione “Hermès silk”, una linea esclusiva di accessori per l’abbigliamento femminile e maschile. Per alcuni giorni del mese di marzo Gibellina diventerà il backstage per lo shooting fotografico della nota casa di moda, un set di ripresa che avrà quale sfondo le opere d’arte contemporanee distribuite nel tessuto urbano di Gibellina ma anche il Cretto di Alberto Burri, realizzato sui resti dell’antico paese di Gibellina, distrutta dal sisma del ’68. La scelta della città ricca di opere d’arte contemporanea è avvenuta dopo un primo sopralluogo che un’agenzia di supporto alla casa di moda, ha effettuato tra le ampie vie dove le opere si possono ammirare come in un vero museo en plein air. «Gibellina, grazie al suo prezioso ed importante patrimonio artistico, è diventata una città punto di riferimento per quelle aziende che vogliono promuovere la loro immagine attraverso l’eleganza e la bellezza», ha detto il sindaco Salvatore Sutera.

Il Comune, secondo il regolamento vigente, dall’autorizzazione concessa alla casa di moda francese, incasserà la somma di 17.700 euro. «Così l’arte produce la sua conservazione», ha ribadito l’assessore alla cultura, Tanino Bonifacio. La somma verrà destinata alla manutenzione di quelle opere d’arte che versano in uno stato precario e che necessitano di un urgente intervento di restauro e di conservazione». L’importo che verrà versato dalla casa di moda “Hermès” non è l’unico destinato alla manutenzione delle opere d’arte in città. L’Amministrazione guidata dal sindaco Sutera, con un ulteriore sforzo a carico del bilancio comunale, hanno destinato 50 mila euro per il progetto “Salviamo la bellezza”, che consentirà la manutenzione delle opere: la “Città di Tebe” di Pietro Consagra, “Doppio Spirale” di Paolo Schiavocampo, “Tensione” di Salvatore Messina, “Struttura sdraiata” di Salvatore Cuschera e le fontane realizzate da Cascella, Mustica e Venezia. «Oltre la manutenzione è necessario il restauro urgente di alcune opere – ribadisce l’assessore Bonifacio – ecco perché qualche giorno addietro abbiamo lanciato l’appello al Ministro Dario Franceschini».

Lapide funeraria normanna o codice segreto di un colpo di stato che avrebbe cambiato le sorti del Mediterraneo? Se ne parla domani a Palermo

PALERMO – Una lapide funeraria del 1148 nasconderebbe in realtà il codice segreto di un colpo di Stato che avrebbe potuto cambiare la storia della Sicilia e di gran parte del Mediterraneo: la cospirazione di Giorgio d’Antiochia per impossessarsi illegittimamente del potere sul Regno di Sicilia alla morte di Ruggero II. Disegno che fu interrotto dall’improvvisa morte del potente ammiraglio, avvenuta nel 1151, tre anni prima di quella di Ruggero II. Non è un romanzo, ma il frutto delle ricerche del giurista e storico Giovanni Tessitore, descritte nel saggio “I mille enigmi della lapide quadrilingue”, pubblicato dalla Banca popolare Sant’Angelo in occasione dei 100 anni della banca e distribuito gratuitamente, che sarà presentato domani, 31 gennaio, alle ore 17,30, presso Palazzo Petyx, in via Enrico Albanese, 94, dall’autore e dallo storico Pasquale Hamel, e sarà donato a chi vorrà presenziare.
Il “codice segreto”, secondo Tessitore, sarebbe custodito in una delle incisioni della minuscola lapide marmorea, scritta in quattro lingue e custodita nel Museo di arte araba del Castello della Zisa, esposta in tutto il mondo e finora ritenuta una pietra funeraria che Crisanto, chierico di Ruggero II, avrebbe posto nel 1148 sulla tomba della madra Anna in una piccola cappella dell’allora Chiesa di San Michele Arcangelo “de indulciis”, nell’area dell’attuale Biblioteca comunale di Casa professa, dove ne avrebbe traslato la salma dopo una prima sepoltura nella Cattedrale di Palermo. E che, secondo tutte le interpretazioni degli storici, avrebbe scritto in quattro lingue (greco, latino, ebraico e arabo) in nome di una presunta convivenza e tolleranza fra le comunità e rispettive religioni presenti allora in città.
In realtà, argomenta Tessitore mettendo in dubbio questa tesi, nel 1148, a 230 anni dall’invasione araba della Sicilia che aveva letteralmente stravolto l’Isola, il normanno Ruggero II, vecchio, debole e malato, regnava su una Palermo che aveva perso ogni identità demografica e religiosa: gli abitanti erano il frutto di un miscuglio di razze, greci, romani, ebrei, arabi e normanni, e non c’erano più distinzioni nette di riti. Anzi, le comunità religiose, quando potevano, si scontravano fra loro per conquistare le grazie del Re e non esisteva pacifica convivenza o tolleranza. Persino il potere di nominare il Vescovo di Palermo era stato sottratto al Papato ed era gestito dal Re normanno. E proprio quell’anno la sede vescovile di Palermo era vacante e, particolare molto importante, la Cattedrale era in fase di demolizione per essere ricostruita 30 anni dopo nell’attuale conformazione.
In questo scenario “meticcio”, dunque, non ha senso, secondo Tessitore, che un oscuro sacerdote avesse così tanta influenza da potere tumulare la madre nella Cattedrale dove venivano sepolti solo i componenti della famiglia reale, e poi sentire il bisogno di documentare la traslazione della salma in quattro lingue esposte in una cappella non aperta al popolo che, fra l’altro, non sapeva leggere.
Tessitore, poi, con l’aiuto di Adalberto Magnelli, docente di epigrafia greca all’Università di Firenze, si è soffermato sulle quattro lingue, due delle quali, in realtà, non sono arabo ed ebraico, ma entrambe “mozzarabico”, la lingua rituale di una ristrettissima e colta élite di sacerdoti cristiano-giudaici assai influenti a corte. Inoltre, la “maiori ecclesia sanctae Marie” citata nell’iscrizione in latino, non sarebbe la Cattedrale, ma “la più grande chiesa di Santa Maria” della Grotta, esistente nella parte sotterranea del gruppo di quattro chiese melchite dell’attuale complesso di Casa professa, dove sarebbe stata realmente sepolta Anna per essere poi spostata velocemente nella seconda chiesa superiore, quella di San Michele Arcangelo. Perché? Un pretesto per affiggere la lapide?
Se così fosse, conterrebbe un codice segreto, rivolto agli aderenti ad una sorta di “massoneria primordiale” composta dai nobili seguaci di Giorgio d’Antiochia e dalla potentissima chiesa cristiana melchita orientale da lui protetta, oltre che dallo stesso Crisanto che aveva modo di fare da “cerniera” all’interno del Palazzo reale. Una lapide che, nella croce posta fra le quattro lingue, potrebbe essere il segnale per affermare la supremazia di Giorgio d’Antiochia e la sua centralità fra tutte le religioni e comunità di Palermo.
Dunque, si chiede Tessitore, come sarebbe cambiata la storia della Sicilia, dell’Italia meridionale, della Grecia, di Malta e del Nord-Africa, terre dominate da Ruggero II, se alla sua morte il potere fosse passato al suo “emiro degli emiri” e capo della flotta, che aveva conquistato tutti questi territori, e non al fratello di Ruggero, Guglielmo I, la cui incapacità segnò la fine della potenza della dinastia normanna e, quindi, favorì la calata degli Svevi che portò all’impero di Federico II “Stupor mundi” e alla nascita nell’Isola del primo Parlamento d’Europa?
Nessuno può dirlo e la storia non si scrive con i “se”. Ma è probabile che Giorgio d’Antiochia si apprestasse ad approfittare della debolezza politica di quel periodo per conquistare illegittimamente il trono, con la protezione dei bizantini, che alimentavano la chiesa melchita di Palermo e che avrebbero aiutato Giorgio in caso di assalto da parte di altre potenze straniere.

G55 Coworking/Fablab: 20 borse di studio per gli studenti del 4°/5° anno degli Istituti Superiori 

PARTANNA – Una speciale opportunità sarà offerta a 20 studenti del Belice tramite il progetto “ForgeH School 2020 – Learning by doing”, nato all’interno del G55 dalla StartUp Forgeh in seguito a numerose richieste di figure professionali nell’ambito dello sviluppo web. 

L’assessore alle Innovazioni Tecnologiche Antonino Zinnanti precisa quanto segue: “A seguito del grande successo della 1^ edizione di SITA – Settimana delle Scienze, Innovazioni, Tecnologie e Ambiente, tenutasi lo scorso dicembre presso il G55 Coworking/Fablab del Comune di Partanna, abbiamo registrato, con enorme soddisfazione, la richiesta da parte di aziende siciliane di ben cinque sviluppatori/programmatori web da impiegare con contratti a tempo determinato e indeterminato.

Considerato che la percentuale di giovani disoccupati nella provincia di Trapani ha raggiunto il 48,5%, il poter offrire lavoro a cinque giovani ci inorgoglisce non poco.

Dopo circa un mese di ricerca e contatti vari, abbiamo riscontrato che il livello di competenze pratiche dei giovani diplomati e laureati è molto basso.

A questo punto abbiamo chiesto alla Start-Up ForgeH di investire nella formazione pratica di un certo numero di giovani veramente motivati ad entrare nel mondo della programmazione Web. 

Forgeh ed il G55 in pochi giorni hanno stilato una proposta formativa professionalizzante denominata Forgeh School 2020 Learning By Doing con inizio entro la prima decade di marzo”.

Di seguito il dettaglio della proposta formativa Forgeh School 2020:

Percorso formativo di 40 ore suddivise in n. 8 giornate. 

Destinatari delle borse di studio del valore di circa 1000,00 € saranno 20 studenti delle classi quarte e quinte delle scuole secondarie superiori del comprensorio abbonati al G55. 

Figura professionale in uscita è quella di Front End Web Developer Junior cioè programmatore nell’ambito dei siti internet.  

Fornire tramite il G55, quelle competenze pratiche fondamentali, tali da permettere dopo un percorso di 40 ore, la possibilità di poter lavorare in progetti di smart working del G55.

Obiettivi del percorso formativo:

Fornire tramite il G55, quelle competenze pratiche fondamentali, tali da dare la possibilità di poter lavorare in progetti di smart working del G55 grazie all’utilizzo di Html5, Css3, Javascript e strumenti di lavoro in Team.

L’ottenimento di un badge (certificazione) su Html5, Css3 

L’inserimento dopo circa 18 mesi nel Team sviluppatori del G55 che lavora su progetti della Silicon Valley. 

Seppur nel Belpaese manchino le occasioni di lavoro, sono tanti i posti disponibili, per cui manca l’incontro tra domanda e offerta. Secondo il Rapporto Excelsior 2018 di Unioncamere e Anpal, sarebbero più di 4,5 milioni i contratti di lavoro senza coronamento. Ed è proprio la fascia di questi contratti, che il G55 Coworking/Fablab del Comune di Partanna vuole attenzionare con le sue attività finalizzate al miglioramento e allo sviluppo economico e occupazionale del territorio”.

RDC e PDC: oltre un milione e mezzo le Dichiarazioni ISEE già rinnovate

ROMA – Sono oltre un milione e mezzo le dichiarazioni ISEE che risultano ad oggi già rinnovate dai beneficiari di Reddito o Pensione di Cittadinanza. Il rinnovo è avvenuto direttamente, con il Pin online, o tramite gli intermediari abilitati.
L’erogazione del beneficio proseguirà quindi, per chi ha rinnovato l’ISEE e per chi lo farà entro il 31 gennaio, senza soluzione di continuità nel mese di febbraio.
La dichiarazione ISEE costituisce infatti il presupposto per la verifica dei requisiti richiesti dalla legge per la concessione del Reddito e della Pensione di Cittadinanza. Per la verifica dei requisiti, viene preso a riferimento l’ISEE valido presente negli archivi dell’Inps l’ultimo giorno del mese di gennaio.
Nel caso in cui la dichiarazione ISEE non venisse rinnovata entro il 31 gennaio, oppure presenti nell’attestazione omissioni o difformità, il Reddito o la Pensione di Cittadinanza verranno sospesi fino al rinnovo della dichiarazione o alla regolarizzazione dell’ISEE difforme.
Naturalmente, la sospensione non influisce sulla decorrenza maturata del beneficio.