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Sulla tragedia di Lampedusa di stamattina il cordoglio del Consiglio Comunale di Favignana e quelli del sindaco di Castelvetrano, dei sindaci di Menfi, Montevago, S. Margherita di Belice e Sambuca di Sicilia, del Vescovo di Mazara e del parlamentare europeo La Via

Giusy Nicolini

FAVIGNANA  CASTELVETRANO MAZARA MENFI MONTEVAGO S.MARGHERITA DI BELICE – SAMBUCA – “A nome del Consiglio Comunale di Favignana esprimo cordoglio e solidarietà per quanto sta accadendo a Lampedusa. Siamo consapevoli che quest’appello di solidarietà è cosa piccola in ore così concitate e tragiche per le decine di vittime e centinaia di dispersi in mare, per l’ennesima tragedia del mare “evitabile” che si sta consumando nel Canale di Sicilia, a nome mio personale e dell’intero Consiglio, dei miei colleghi di ogni schieramento politico, esprimo la mia amarezza. Siamo vicini ai migranti, disperati che fuggono da guerre, fame e povertà alla ricerca di  un futuro migliore, siamo vicini alla comunità lampedusana, che ancora una volta dimostra quanta forza d’animo vi può essere nella nostra Italia, quanto coraggio ci sia in queste persone, alle quali la storia non chiede il permesso di entrare, ma cui sfonda le porte delle abitazioni, strappandoli, tutti, alla quotidianità!.

Sono le parole del consigliere comunale Michele Rallo, che esprime ancora vicinanza al sindaco Giusy Nicolini, primo cittadino coraggioso delle Pelagie, a tutti i soccorritori e alle persone comuni che stanno dando una mano.

!Chiediamo di rompere il silenzio di tutte le Amministrazioni di tutti i Comuni di Sicilia –  continua – anche il più lontano – al mondo dell’associazionismo. Facciamo appello al nostro più alto senso civico e di Stato, chiedendo aiuto all’Italia e maggiormente all’Europa, affinchè ci sia un’assunzione di responsabilità di quanto sta accadendo nel nostro Mar Mediterraneo. Si adoperino ad evitare in futuro che tragedie come queste accadano nuovamente. Un appello va anche al Presidente della Regione Siciliana, al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, affinché vadano subito in queesti luoghi tragici. Diciamo basta a questi morti, basta alle mafie che gestiscono il traffico di uomini. Non giriamoci più dall’altra parte”.

Anche il Sindaco di Castelvetrano, Felice Errante, esprime il suo cordoglio per la tragedia di Lampedusa:

“Riesce veramente difficile – evidenzia il sindaco Errante – commentare quando si hanno ancora negli occhi quelle immagini di quelle decine di corpi distesi che appartenevano a uomini e donne che speravano di poter cambiare la propria esistenza e che invece, a causa di qualche bieco mercante di morte, si ritrovano ad aver perso la vita- afferma Errante- Nel nostro piccolo, così come abbiamo fatto nei giorni scorsi accogliendo oltre 50 immigrati, continueremo a fornire il nostro contributo per alleviare le sofferenze di questi immigrati- conclude il Sindaco- ma la politica tutta ed i Governi europei debbono affrontare in maniera organica e definitiva il problema dei flussi migratori, innalzando il livello dei controlli e del contrasto a questi trafficanti di morte, perché tragedie come quella odierna non abbiano più a ripetersi”.

Il vescovo di Mazara, mons. Domenico Mogavero, dal canto suo, commentando la strage di immigrati, ha ribadito con un tweet di stamattina (3 ottobre):

«Esprimo mio cordoglio per morti immigrati a Lampedusa. L’UE e l’Italia si impegni per seria politica d’accoglienza. Quest’ennesima tragedia addolora me e tutta la mia Chiesa che è in Mazara del Vallo – ha detto Mogavero – ma, ritengo, riaccende i riflettori su una questione prioritaria: l’Unione Europea deve intervenire, così come il governo italiano, affinché i flussi migratori non siano affidati ai singoli territori, come Lampedusa o la Sicilia stessa. Se qualcuno pensa di trovarsi di fronte a emergenze limitate nel tempo che spera di scongiurare in breve, si sbaglia. Ci troviamo di fronte a un fenomeno più complesso che durerà negli anni, legato all’intrinseca condizione dell’uomo. È normale che ciascuno voglia migliorare se stesso, occupando gli spazi più liberi».

L‘on. Giovanni La Via, capo delegazione italiana del Ppe, così ha commentato il naufragio:

“Esprimo sincero cordoglio per la tragedia che si è verificata oggi a Lampedusa. Siamo consapevoli che la situazione è ad un punto critico – ha aggiunto La Via – e per questo è necessario che sia l’Ue che le istituzioni nazionali agiscano di concerto, raddoppiando gli sforzi per contrastare le reti criminali che sfruttano vite umane. Siamo vicini – ha sottolineato La Via – e lo dico da siciliano, al sindaco di Lampedusa che ha già più volte manifestato le difficoltà dell’Isola ad affrontare un’emergenza che riguarda l’Ue nella sua interezza e per questo richiede sforzi comuni. L’Europa si assuma la responsabilità dell’emergenza immigrazione e non lasci sola l’Italia”. L’on. La Via ha concluso affermando che “in ambito europeo faremo di tutto per rafforzare gli strumenti già a disposizione e implementarne di nuovi per spingere l’Ue nella sua interezza ad agire in solidarietà con i paesi direttamente coinvolti”.

I Sindaci di Menfi, Montevago, S. Margherita di Belice, Sambuca di Sicilia hanno emesso un comunicato congiunto sulla tragedia di Lampedusa:

“Una strage annunciata – hanno scritto – L’ennesima strage che si consuma qui, in Sicilia, al centro del Mediterraneo. Di fronte ai morti di Lampedusa, di fronte ai dispersi, di fronte alle lacrime di Giusi Nicolini, noi sindaci di: Menfi, Enzo Lotà; Montevago, Calogero Impastato; Santa Margherita di Belice, Franco Valenti e Sambuca di Sicilia, Leo Ciaccio, esprimiamo il nostro dolore per le vittime, spesso senza nome e spesso dimenticate. Esprimiamo anche la nostra vicinanza e la nostra solidarietà al sindaco Nicolini, che non più tardi di tre giorni fa avevamo invitato qui da noi, appena al di là del braccio di mare siciliano che ci divide. Desideravamo che assistesse a una pièce teatrale – “Madri Clandestine” della compagnia Suq di Genova – e a un rito del mare qui, da noi, per rendere omaggio proprio alle madri migranti, le stesse che oggi sono affogate nel mare di Lampedusa. Volevamo che la pièce venisse rappresentata anche sulla sua isola, per rompere la coltre di silenzio su una tragedia continua, costante e irrisolta. Un piccolo gesto, certo, ma necessario per condividere una solitudine sempre più pesante.

Noi sindaci siciliani non abbiamo paura di accogliere le persone che arrivano qui per cercare un futuro e una speranza. Non abbiamo paura di essere, per così dire, in prima linea. Siamo e rappresentiamo lo Stato italiano, che allo stesso modo deve assumersi tutte le sue responsabilità, anche in sede europea. Perché la Sicilia e Lampedusa sono Italia, Europa, Mediterraneo.

Crediamo che questa nuova, sconvolgente tragedia confermi l’incredibile prova di Lampedusa e dei lampedusani, che meritano oggi più di ieri – assieme alle vittime – il premio Nobel per la pace. Candidatura che sosteniamo con forza”.