Monthly Archives: Ottobre 2020

Enti Locali in dissesto e pre dissesto, Ass. Grasso (FI): “Non occorrerà più l’autorizzazione da Roma per prorogare i contratti dei precari”

PALERMO -: “Dopo un’interlocuzione durata mesi tra noi e Roma è per me motivo di soddisfazione annunciare che i Comuni in dissesto e pre dissesto non necessiteranno più dell’autorizzazione da Roma per la proroga annuale del personale precario in servizio. Come previsto dal cosiddetto Decreto crescita, la proroga non può superare i 12 mesi. Per risolvere tale problema che si ripresenta ad ogni scadenza, ho depositato in Commissione Affari Istituzionali all’Ars, un disegno di legge che prevede per gli Enti locali in dissesto e pre dissesto la stabilizzazione di tali lavoratori. Sono fiduciosa del suo buon esito, nell’attesa del tavolo tecnico da Roma. Sono altresì fiduciosa sull’esito positivo grazie all’introduzione della modifica della norma nazionale per la quale mi sono fortemente battuta, la quale scinde dal calcolo dei limiti di spesa per nuove assunzioni, la spesa del personale da assumere. Dunque, grazie al rapporto di leale collaborazione tra Istituzioni regionali e nazionali si è compresa la necessità di trovare una soluzione a tutela dei lavoratori”. Lo afferma l’Assessore alle Autonomie Locali, on. Bernardette Grasso.

Forte richiamo della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali sull’importanza dell’informazione corretta in questo momento di recrudescenza della pandemia

ROMA – “L’ondata epidemica è potente e impetuosa. Occorre essere informati correttamente. Chiediamo che si convenga su un codice non scritto di auto-disciplina basato sui dati e sulla certezza delle fonti, ma ancor più sul buonsenso e sull’interesse comune”, afferma il Presidente SIMIT Marcello Tavio.

In questi giorni, le affermazioni sul Covid-19 potenzialmente fuorvianti e inutilmente divisive pubblicate sui media hanno raggiunto un nuovo livello di guardia. Sottovalutare la forza e la pericolosità di questa malattia ha contribuito a trasformare quello che in agosto si voleva considerare solo un colpo di coda, in una nuova potente ondata epidemica.

Questa seconda ondata è capace come e più della prima di travolgere gli argini se non viene gestita con uguale dose di prudenza e decisione da parte di tutti. “Negare dignità epidemiologica a quello che succede sotto ai nostri occhi vuol dire rendere invisibile una malattia in grado di farci ammalare e morire – sottolinea il Presidente SIMIT Marcello Tavio – Il virus è assolutamente lo stesso della prima ondata, la differenza è che adesso, diversamente da allora, siamo in grado di diagnosticare molti più casi nella fase asintomatica o paucisintomatica, diluendo le percentuali di letalità della malattia; ma se lasciamo SARS-CoV-2 libero di diffondersi attraverso disattenzione e disinformazione, con l’aumentare dei casi nella popolazione generale aumenteranno drammaticamente malati e morti, come già sta succedendo. Opinioni individuali non basate sulla rigorosa analisi dei dati o avvalorate dalla comunità scientifica che si riconosce nelle Società Scientifiche accreditate, andrebbero raccolte e diffuse dai media con molta attenzione; a volte, infatti, le posizioni personali degli ‘esperti’ hanno disorientato l’opinione pubblica e il rischio è che si inneschino comportamenti individuali e sociali che favoriscano il diffondersi dell’epidemia. Covid-19 è una patologia ‘nuova’, che richiede umiltà, capacità di studio e compartecipazione, e a ben poco valgono i successi ottenuti in precedenza o addirittura in altri campi. Non dimentichiamo il caso emblematico dello scopritore della PCR, uno dei Nobel più importanti della Medicina, che era un noto negazionista dell’AIDS: per colmo d’ironia, fu proprio la sua scoperta a dimostrare in maniera inconfutabile che aveva torto”.

La SIMIT chiede quindi che si affronti al più presto il problema della gestione dell’informazione e delle notizie sul Covid-19, facendo appello al senso di responsabilità di tutti, esperti o giornalisti che siano. “Chiediamo che si convenga su un codice non scritto di auto-disciplina basato sui dati e sulla certezza delle fonti, ma ancor più sul buonsenso e sull’interesse comune – aggiunge il Presidente Tavio – Più in dettaglio, si ritiene di dover suggerire che i media interpellino gli specialisti ‘esperti’ per commentare dati pubblicati su fonti ufficiali, che sottolineino l’eventuale presenza di giudizi personali e che nei casi a maggiore impatto sul pubblico indistinto sia sempre previsto un adeguato e diretto contraddittorio; ai giornalisti, che svolgono, in questo momento più che mai, un lavoro prezioso e insostituibile, la SIMIT suggerisce di resistere alla tentazione di stimolare il protagonismo dei singoli, dando esempio di rigore e misura ed evitando il rischio di seminare confusione, fastidio e sfiducia. La SIMIT non intende affatto mettere un bavaglio all’informazione o chiedere veline sui dati di fatto; al contrario, quello che chiediamo è ristabilire le evidenze separando i fatti oggettivi dai commenti personali”.

L’informazione non sempre rigorosa ha talvolta prodotto incertezza e comportamenti errati. A tale proposito, si possono citare due esempi concreti.

“Anzitutto, dobbiamo confermare una certezza: il Covid-19 NON è una normale influenza – afferma il prof. Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT – Basti pensare a come questa pandemia stia mettendo sotto forte pressione tutto il sistema sanitario, territoriale e ospedaliero, i reparti per acuti e le terapie intensive. Con dimensioni e gravità ben lontani da quello che avviene annualmente con l’ondata influenzale. È mai possibile che dopo la dimostrazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità che in Italia il 90% dei morti con Covid-19 sono deceduti a causa della malattia stessa, dobbiamo ancora tornare su questo punto? Negare la gravità dell’epidemia peggiora la situazione, allunga le code per i tamponi e fuori dai Pronto Soccorso e, in ultima analisi, peggiora l’economia che i negazionisti dicono di voler aiutare. Questa situazione disorienta la popolazione, aumenta l’incertezza e diminuisce l’efficacia delle azioni preventive e delle misure di sanità pubblica, che per funzionare devono essere comprese dalla gente, riconosciute come legittime ed efficaci”.

“Il secondo punto su cui bisogna essere chiari ed evitare equivoci è quello relativo al vaccino – prosegue il prof. Andreoni – L’incertezza sui tempi del vaccino è la realtà. Non sappiamo quando arriverà il vaccino, è inutile speculare sulle date, e per certi aspetti bisognerebbe comportarsi come se non arrivasse mai, in modo da puntare ancora tutto su prevenzione individuale e sociale; diagnosi precoce, veloce e facilmente accessibile; tracciamento, quarantena e isolamento quando servono; informazione corretta, controllata e ponderata. Quel patrimonio di compartecipazione sociale che abbiamo felicemente sperimentato nella prima fase della pandemia, di una nazione che si stringeva intorno alle istituzioni e supportava responsabilmente chi era in prima linea contro Covid-19, e che ha fatto dell’Italia un modello riconosciuto di gestione, rischia di essere oggi disperso e indebolito. Gli infettivologi della SIMIT, che costituiscono la prima linea ospedaliera contro il dilagare della pandemia, ritengono che si possa fare ancora molto per mitigare i rischi sanitari e sociali che incombono sul Paese: basta munire ogni singolo cittadino delle poche e vitali informazioni che ne proteggano efficacemente la salute e il futuro; l’epidemia da Covid-19, infatti, fa della disinformazione che la rende invisibile la sua arma migliore”.

Coronavirus la situazione a Trapani e provincia. Aggiornamento a venerdì 30 ottobre 2020

TRAPANICoronavirus la situazione a Trapani e provincia. Aggiornamento a venerdì 30 ottobre 2020.
Totale casi attuali positivi 975 (il dato è al netto di decessi e guarigioni) così distribuiti:
Alcamo 227; Buseto Palizzolo 9; Calatafimi-Segesta 7; Campobello di Mazara 12; Castellammare del Golfo 45; Castelvetrano 98; Custonaci 16; Erice 62; Favignana 7; Gibellina 4; Marsala 122; Mazara del Vallo 58; Paceco 15; Pantelleria 20; Partanna 7; Poggioreale 0; Salaparuta 1; Salemi 15; Santa Ninfa 3; Trapani 193; Valderice 34; Vita 4, San Vito Lo Capo 12; Petrosino 5.

deceduti 35.

Ricoverati in Terapia Intensiva 7

Ricoverati non in Terapia intensiva 34

tamponi effettuati fino ad oggi    347

tamponi per la ricerca dell’antigene 614

Pellegrino riconfermato alla guida del Comitato Regionale AC Sicilia

TRAPANIGiovanni Pellegrino, attuale Presidente dell’Automobil Club di Trapani, è stato riconfermato alla guida del Comitato regionale Sicilia delle Aci per altri 4 anni. L’elezione si è svolta durante l’ultima riunione online presieduta da Roberto Caruso, Direttore compartimentale Lazio, Abruzzo, Campania, Basilicata, Molise, Calabria, Puglia e Sicilia. Pellegrino è stato eletto all’unanimità dei Presidenti partecipanti (Messina, Catania, Siracusa, Enna, Caltanissetta, Agrigento, Acireale). Era assente l’Aci Palermo. Durante la riunione è stato eletto Vice presidente regionale Massimo Rinaldi, attuale Presidente dell’AC di Messina. Contestualmente è stato indicato quale componente dell’Assemblea generale, Carlo Alessi. Giovanni Pellegrino ricopre l’incarico di Presidente del Comitato regionale Sicilia delle Aci dal 2013. «Mi adopererò per promuovere la realizzazione di interventi e iniziative delle AC siciliane in materia di sicurezza ed educazione stradale – ha detto Pellegrino – ma anche nei rapporti con le istituzioni regionali sulle tematiche di mobilità, turismo e sport automobilistico».

Di Dio (Confcommercio): “C’è’ bisogno dell’autorevolezza e della professionalità di giornalisti seri, le istituzioni devono intervenire per salvaguardare un bene prezioso”

PALERMO – “Abbiamo bisogno dell’autorevolezza e della professionalità di quotidiani e di giornalisti professionisti seri, capaci di raccontare i fatti della nostra terra con equilibrio, oggettività  e correttezza. Il Giornale di Sicilia, proprio grazie a una redazione seria e professionale, da 160 anni rappresenta un punto di riferimento per i siciliani e deve continuare ad esserlo. Ho sempre apprezzato il lavoro dei giornalisti del Giornale di Sicilia, a cui va la mia piena solidarietà, che nonostante le crescenti difficoltà hanno assicurato un’informazione corretta; comprendo anche le esigenze di una proprietà chiamata a far quadrare i bilanci e proprio per questo faccio appello alle istituzioni, che devono aiutare le aziende editoriali in crisi riconoscendone l’importanza primaria. Non possiamo sminuire il valore prezioso e irrinunciabile dell’informazione libera e seria in un contesto democratico e non possiamo pensare di delegare sempre più la comunicazione, che è una cosa seria e delicata, ai social dove opera spesso gente improvvisata”.

Lo ha detto Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo.

Coronavirus la situazione a Trapani e provincia. Aggiornamento a giovedì 29 ottobre 2020

TRAPANI – Coronavirus la situazione a Trapani e provincia. Aggiornamento a giovedì 29 ottobre 2020.
Totale casi attuali positivi 944 (il dato è al netto di decessi e guarigioni) così distribuiti:
Alcamo 212; Buseto Palizzolo 8; Calatafimi-Segesta 7; Campobello di Mazara 11; Castellammare del Golfo 42; Castelvetrano 97; Custonaci 16; Erice 62; Favignana 7; Gibellina 4; Marsala 120; Mazara del Vallo 53; Paceco 15; Pantelleria 20; Partanna 6; Poggioreale 0; Salaparuta 1; Salemi 16; Santa Ninfa 3; Trapani 189; Valderice 34; Vita 4, San Vito Lo Capo 12; Petrosino 5.

deceduti 34.

Ricoverati in Terapia Intensiva 7

Ricoverati non in Terapia intensiva 34

tamponi effettuati fino ad oggi    238

tamponi per la ricerca dell’antigene 624

Per la pandemia in corso maggiore coinvolgimento dei medici di medicina generale

ROMA – Mai come in questi tempi il nostro Paese è stato sottoposto a prove dure come quella che stiamo affrontando. Il Servizio Sanitario Nazionale fronteggia una situazione senza precedenti, alla quale deve adattarsi con rapidità e capacità di reazione immediate. Ma la prova più complicata la sta affrontando la Medicina Generale Italiana, comparto professionale dimenticato, spesso trattato con sufficienza e disattenzione.

Ci troviamo di fronte al dilagare incontrollabile della pandemia, oggi di fatto divenuta una sindemia – un insieme cioè di patologie pandemiche non solo sanitarie, ma anche sociali, economiche, psicologiche, dei modelli di vita, di fruizione della cultura e delle relazioni umane. Emerge dunque la priorità di presidiare il territorio, controllandone i microfenomeni casa per casa, individuo per individuo, famiglia per famiglia. Questo compito può essere affidato esclusivamente all’unico comparto sanitario e medico pensato per queste finalità, la Medicina Generale. Tuttavia, la negligenza di questi anni ha privato la categoria degli strumenti necessari.

“È davvero singolare che una partita così importante debba essere affrontata con gli strumenti dell’emergenza, generando contrasti, paure, dubbi e divisioni all’interno della professione dei medici – evidenzia il prof. Claudio Cricelli, Presidente SIMG – Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie – La nostra professione raramente è ben organizzata; attrezzature, personale di studio, tecnologie sanitarie spesso sono inesistenti; le risorse economiche sono inadeguate. Eppure veniamo caricati di una quantità di compiti, mansioni e prospettive che avrebbero bisogno di anni per essere integrati adeguatamente in uno schema e in strutture professionali, fino ad ora invece pensate al ribasso, relegate ai margini del sistema sanitario e deliberatamente trascurate, a favore di una medicina specialistica ipertrofica, sulla quale per anni molte regioni hanno pensato di spostare addirittura i compiti propri della medicina del territorio. Abbiamo affrontato inermi il Covid-19. Ancora oggi, protezioni e DPI non sono sufficienti; abbiamo una preparazione limitata e riceviamo messaggi contraddittori. Non vogliamo essere sacrificati, pur mettendoci al servizio del Paese con il senso del dovere che ha sempre animato la nostra categoria e che deve comunque continuare a prevalere”.

I Medici di famiglia oggi esprimono due reazioni contrastanti e apparentemente antitetiche. La prima è di rifiuto, timore e perplessità . “Come facciamo ad affrontare una prova come la pandemia in corso, a cui si aggiungono i nuovi compiti come quelli sottoscritti con la Sisac? – sottolinea il prof. Cricelli – Tutti i MMG del paese si stanno ponendo questo problema. In queste ore la Medicina Generale sta subendo l’impatto di sessanta milioni di cittadini impauriti, disorientati e bisognosi di cure, farmaci, informazioni tempestive e risposte concrete. Come facciamo ad affrontare il diluvio generato da Covid-19, la stagione invernale con i suoi problemi epidemici, la vaccinazione antinfluenzale, la cura degli anziani, il monitoraggio dei cronici, la risposta a domande ed esigenze convulse e incontrollabili dei cittadini che chiedono risposte alle quali nessuno sa dare una risposta? In questa catastrofe che si sta abbattendo sulla Medicina Generale, diventa molto complicato il tracciamento dei contagi e l’esecuzione dei tamponi rapidi. I nostri studi sono pensati per un’attività completamente diversa; il nostro personale è insufficiente e raramente dotato di competenze sanitarie. Questi sono i nostri ragionamenti indotti dal buon senso e dalla consapevolezza dei propri limiti”.

La posizione dei Medici di famiglia è ancora più articolata e porta anche a un secondo punto di riflessione. Questo elemento scaturisce dalla consapevolezza del SSN di aver tenuto per troppo tempo una visione miope della Medicina Generale. Il Covid infatti ha posto una sfida, quella di impedire che la parte più fragile della popolazione si ammali: è la controprova che la buona cura delle cronicità paga con interessi, contrariamente a qualsiasi approccio superficiale. “Questa seconda reazione appartiene al mondo del coraggio civile e professionale e dell’orgoglio che è presente in tutti noi medici – aggiunge il prof. Cricelli – Questa sta diventando la partita della nostra vita. Accettare la sfida dei tamponi non può essere un atto di rassegnazione, ma impone una risposta lucida e decisa. Innanzitutto, occorre definire come si fa, con quali regole, a quali condizioni, con quali modalità con quale addestramento, con quali supporti, con quali protezioni e condizioni di sicurezza. Qualora non vi fossero queste premesse, queste prestazioni sono effettuabili solo al di fuori degli studi medici. Laddove sia possibile organizzare le nuove attività, devono essere forniti tutti gli strumenti e il tempo necessario per svolgere queste pratiche mediche e sanitarie. Ma dalla professione deve emergere un altro messaggio forte. Chiedere uno sforzo come questo significa aggravare le condizioni di lavoro dei Medici di famiglia: siamo disposti a farcene carico solo se tutto questo fa parte di una cambiamento radicale, irreversibile e serio delle nostre condizioni di lavoro. Affinché ciò avvenga, deve essere sottoscritto un memorandum di intenti che stravolga l’attuale organizzazione delle cure del territorio e che garantisca la nascita di una Medicina Generale moderna, efficiente, ben organizzata, con standard qualitativi e dotazione di risorse economiche e umane di altissimo livello. I medici di famiglia hanno sviluppato una straordinaria consapevolezza delle loro responsabilità e, mediamente, la professione ha vedute più aperte e avanzate della politica, in virtù del nostro stretto legame con i cittadini. Per questo possiamo accettare la sfida, ma solo a un patto: un grande sacrificio in cambio della garanzia di un futuro diverso”.

Lutto cittadino per la perdita della giovane Francesca Cuttone

PARTANNA – Il Sindaco, la Giunta Municipale unitamente al Presidente del Consiglio Comunale e all’intero Consiglio Comunale esprimono grande cordoglio per la perdita della cara Francesca Cuttone scomparsa ieri sera (28 ottobre) in un tragico incidente stradale.
“La scomparsa prematura di questa giovane stimata ed impegnata nella vita civile e sociale, figlia dell’ex sindaco Giovanni Cuttone, ha lasciato tutta la comunità partannese incredula e addolorata; “profondamente costernato ho ritenuto opportuno proclamare il lutto cittadino – dice il Sindaco Catania – quale segno di profonda vicinanza alla famiglia, per la giornata della celebrazione delle esequie e fino alla celebrazione dei funerali”. “Così – conclude Catania – intendiamo partecipare al cordoglio della famiglia in ricordo della cara compianta Francesca”.
Il Presidente del Consiglio Comunale Massimo Cangemi esprime profondo cordoglio per la prematura scomparsa di Francesca: “Siamo affranti da questa terribile tragedia, la comunità tutta si stringe ed esprime la propria vicinanza alla famiglia Cuttone; porteremo per sempre il suo ricordo nel cuore”.

Aeroporto di Trapani: rotte in continuità, operative dal 1 novembre Brindisi, Napoli, Parma, Perugia, Trieste, Ancona

TRAPANI – Grande soddisfazione da parte di Airgest, società di gestione dell’aeroporto Vincenzo Florio di Trapani Birgi, per il rispetto delle più rosee previsioni della vigilia, sulla partenza delle rotte onerate, quelle cioè realizzate a prezzi moderati grazie al contributo statale, operate dalle compagnie aeree aggiudicatarie dei bandi, Albastar e Tayaranjet. Entrambe hanno comunicato l’avvio delle vendite sui loro siti delle tratte in continuità territoriale, operative dal 1 novembre, rispettivamente per Brindisi, Napoli, Parma e per Perugia, Trieste, Ancona.

«Un risultato reso possibile – ha commentato il presidente di Airgest, Salvatore Ombra – grazie alla buona azione congiunta tra l’aeroporto, la Regione siciliana, socio di maggioranza che sta facendo grandissimi sforzi per il sostegno dello scalo, con l’aumento di capitale e con la legge 14, di Enac che ha svolto le procedure nei tempi stabiliti e del ministero dei Trasporti che ha stanziato parte dei fondi. Nonostante il periodo non sia il migliore – ha sottolineato Salvatore Ombra – Trapani Birgi continua a marciare per il suo sviluppo. Sei voli in continuità territoriale, più quello già esistente da e per Pantelleria, portano a 13 il numero totale di rotte che ampliano la nostra offerta per la Winter 2020/2021, a fronte di 4 nello stesso periodo dello scorso anno».

Per i voli in continuità da Trapani, per Perugia, Trieste e Ancona, Tayaranjet parte domenica 1 novembre. Trapani-Ancona e viceversa, ogni lunedì e giovedì con tariffa a tratta rispettivamente di euro 54.04 e di 56,99. Trapani-Trieste e viceversa, ogni venerdì e domenica con tariffa a tratta rispettivamente di euro 65,18 e di 75,41. Trapani-Perugia e viceversa, ogni martedì e sabato con tariffa a tratta rispettivamente di 54,04 e di 57,13. I voli sono già acquistabili sul sito www.tayaranjet.com. Per informazioni e prenotazioni, il call center risponde al numero +359 249 283 31.

«Tayaranjet – riferisce Gianfranco Cincotta, country manager della compagnia aerea – continua a investire sull’isola per rispondere in modo adeguato alle esigenze di cittadini e imprenditori. Il nostro obiettivo è quello di avvicinare sempre più l’isola al resto d’Italia, offrendo ai viaggiatori siciliani, attraverso l’hub di Trapani Birgi, la possibilità di raggiungere tutte destinazioni nazionali e internazionali. Tayaranjet sta lavorando ad uno sviluppo ulteriore dalla Sicilia con nuove destinazioni o aumenti di frequenze, se il mercato lo supporterà» ha concluso Cincotta.

Stessa data di operatività, 1 novembre, anche per i voli operati da Albastar per Brindisi, Napoli e Parma, che si aggiungono alla programmazione di linea che il vettore ha già in partenza da Trapani Birgi, ovvero Roma, Milano Malpensa e Cuneo. I voli sono già acquistabili sul sito www.albastar.es. Per informazioni e prenotazioni, il call center risponde al numero +39 095 311 503, mail callcenter@albastar.es. Trapani-Brindisi, ogni martedì e sabato, a partire dal 3 novembre, tariffe andata e ritorno, rispettivamente 50,93 e 52,61 euro tutto incluso. Trapani-Napoli e viceversa, ogni martedì, a partire dal 3 novembre, tariffe andata e ritorno, rispettivamente 50,15 e 61,73 euro tutto incluso. Trapani-Parma e viceversa, ogni venerdì e domenica, a partire dal 6 di novembre, tariffe andata e ritorno, rispettivamente 50,93 e 52,61 tutto incluso.

«Seppure in un contesto macro economico e sociale complesso – commenta Giancarlo Celani, Chief Commercial Officer & Deputy C.E.O di Albastar -, l’integrazione delle nuove rotte al network già esistente di Albastar da/per Trapani, completa il progetto della compagnia aerea di essere il primo vettore dell’aeroporto di Trapani Birgi per numero di destinazioni servite e collegamenti offerti».

Le tariffe residenti, correlate alla continuità territoriale, di tutte e sei le rotte sono totalmente rimborsabili. Esse includono un bagaglio in stiva fino a 27 chilogrammi, un bagaglio a mano di 7 chilogrammi e un articolo aggiuntivo di piccole dimensioni come borsa da donna/zainetto. Permettono il cambio nome e data senza penali e il check-in gratuito fino a 25 ore prima della partenza del volo o in alternativa in aeroporto fino a 45 minuti prima della partenza. Un’ulteriore riduzione del 10% sulle tariffe è applicabile per gli studenti universitari, i bambini al di sotto di 12 anni, gli anziani e gli invalidi. Su tutti i voli è offerto gratuitamente un servizio snack per tutti i passeggeri.

Le rotte confermare per la Winter 2020/2021 sono con Albastar, Brindisi, Cuneo, Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Parma, Napoli; Blue Air: Torino; Danish Air: Pantelleria; Ryanair: Bergamo, Bologna; Tayaranjet: Ancona, Perugia e Trieste.

Incidente mortale per la 27enne Francesca Cuttone, figlia dell’ex sindaco di Partanna

PARTANNA – La giovane 27enne Francesca Cuttone, figlia dell’ex sindaco di Partanna Giovanni, è stata vittima di un grave incidente verificatosi  ieri sera (28 ottobre) lungo la strada statale 115 che collega Castelvetrano con Marinella di Selinunte. La giovane che, tornando da Castelvetrano, dove lavorava, viaggiava in direzione Marinella di Selinunte, ha perso il controllo della sua Fiat 500 finendo fuori strada e andando a scontrarsi contro un albero di ulivo. La notizia dell’incidente è volata in tutto il territorio e soprattutto a Partanna dove si sono registrati commenti di dolore e solidarietà alla famiglia, molto conosciuta e stimata. L’attuale sindaco di Partanna, Nicolò Catania, recatosi nel luogo dell’incidente già ieri sera assieme al parroco mons. Antonino Gucciardo, ha  dichiarato il suo forte dolore. I funerali si svolgeranno nella Chiesa Madre di Partanna alle ore 15 di domani (30 ottobre).